Roma, 5 set. (Adnkronos) – La situazione di instabilita' in Siria ha ricadute anche nei paesi vicini e in Libano. ''Non parlerei di preoccupazione, ma di maggiore attenzione esercitata dai peacekeepers nell'attivita' di monitoraggio dell'Area di Operazione a sud del Libano in stretto coordinamento con le Forze Armate Libanesi'', dice all'Adnkronos il comandante in capo dell'Unifil, generale di divisione Paolo Serra. Sono 1.100 i militari italiani impegnati nella missione Unifil. E' stato inviato nel Mediterraneo il cacciatorpediniere 'Andrea Doria', che si unira' alla flotta dell'Unifil che incrocia al largo del Libano. Una missione di rinforzo alla Forza di interposizione dell'Onu in Libano integrata dai militari italiani. A chi gli chiede quali sono le direttive che si stanno seguendo, Serra replica: ''La domanda e' legata ad una questione nazionale. In qualita' di Force Commander di Unifil rappresento circa 12.000 caschi blu provenienti da 37 Paesi. Il nostro impegno continua e deve rimanere imparziale e al di sopra delle parti per riuscire a mantenere la pace e la stabilita' nel sud del Libano. Al momento la situazione e' stabile ma si avverte una certa tensione fra la popolazione mitigata dalla presenza sul terreno di Unifil''. La crisi siriana al comando della missione nella base Millevoi, presso Shama, si vive ''con professionalita' e serenita' -assicura il generale Serra- dedicandosi al proprio compito consapevoli dei rischi ma anche del mandato affidato dalle Nazioni Unite''.
Articlolo scritto da: (Gkd/Ct/Adnkronos)