Home Nazionale Mozzetta e camauro, in ‘Vestire il Pontefice’ l’abito del Papa non ha segreti

Mozzetta e camauro, in ‘Vestire il Pontefice’ l’abito del Papa non ha segreti

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Roma, 6 nov. (Labitalia) – L'abito forse non fa il monaco, ma un Papa sicuramente sì. Le vesti papali, dalla sottana alla mozzetta, infatti, nel corso dei secoli hanno tramandato una simbologia forte e inequivocabile: dai colori (il bianco della purezza del Cristo, il rosso del sangue del Suo martirio) ai paramenti, insieme al rigoroso cerimoniale, tutto è stato regolato da norme minuziose. A rinnovare l'interesse per le vesti papali sono stati anche gli ultimi due Papi: Benedetto XVI prima e Papa Francesco, poi. Di Papa Benedetto XVI si era detto come anche nell'abbigliamento fosse un Papa 'restauratore', che aveva recuperato 'vecchie' tradizioni come il camauro (il berretto rosso bordato di ermellino). Così come di Papa Francesco si è detto spesso che sia un Pontefice 'rivoluzionario' a partire dalla "semplicità" delle vesti. Si tratta, in realtà, di inesattezze e luoghi comuni, su cui fa ora luce un bel volume, 'Vestire il Pontefice. Dall'Antico Testamento a Papa Francesco' (Genova, ed Sagep, 2013), scritto da Marzia Cataldi Gallo, storica dei tessuti e dell'abbigliamento. Alla base del libro, presentato oggi a Roma, ai Musei Capitolini, infatti, ci sono le ricerche pluriennali che l'autrice ha condotto nella Sacrestia Pontificia e negli archivi (Archivio di Stato e Archivio Segreto Vaticano) sui paramenti papali che vi sono tuttora conservati. Dio stesso aveva indicato a Mosè come la veste del Sommo Sacerdote dovesse esprimere 'gloria e maestà', si legge nell'Esodo. E l'unto del Signore fin dai tempi più remoti veste in modo da mettere in evidenza il suo essere figura centrale e pulsante del rito religioso. Nella Sacrestia Pontificia sono conservati parati appartenuti e indossati dai pontefici, in particolare a partire da Paolo V Borghese fino ad oggi; i loro fastosi ricami in filo d'oro permettono di visualizzare con quale fasto il Papa presiedeva le celebrazioni. L'analisi dei paramenti, incrociata con i dati di archivio, ha consentito di rintracciare molte notizie su committenti, artisti – quali Bernini e Borromini – e artigiani, e anche di constatare da un lato il 'personalismo' dei pontefici, che facevano tessere broccati con lo stemma della loro famiglia (almeno fino al tardo Settecento), dall'altro la 'parsimonia' di molti papi, che per economia applicavano il loro stemma su quello del papa precedente (è il caso di Papa Giovanni Paolo II).Il vestire quotidiano di Sua Santità è sempre stato sobrio e semplice: nel saggio si prendono in considerazione i significati simbolici dei colori, il bianco della veste e il rosso della sopravveste (e delle scarpe), adottati fin dal pontificato di Gregorio X (1271-1276), e il duplice simbolismo cromatico divenne più forte dopo la Controriforma. Il bianco è il colore dell'innocenza, della purezza e della rivelazione divina; il rosso è il colore della carità, che evoca il sangue versato da Cristo nella Passione. Un binomio che ha sempre contraddistinto e continuerà a contraddistinguere il Soglio Pontificio