Roma, 7 nov. (Labitalia) – Sono preoccupati gli assessori regionali al Lavoro per il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, che se tarda ad arrivare costringerà molte aziende a licenziare, soprattutto nel 2014. Le assicurazioni, date ieri alle Regioni rappresentate dal coordinatore dell'area Lavoro della Conferenza delle Regioni, Gianfranco Simoncini, dal sottosegretario al Lavoro, Carlo Dell'Aringa, nel corso di un incontro svoltosi a Roma, non sono evidentemente bastate. Dall'incontro di ieri, dice Simoncini oggi, "un solo dato certo: a giorni sarà emanato il decreto, fermo da agosto, che stanzia 500 milioni". "Il governo ha solo ribadito l'impegno, del tutto insufficiente rispetto alle necessità, di stanziare ulteriori 330 milioni per il 2013, ma senza nessuna certezza sui tempi. Per il 2014 la proposta è di 1,6 miliardi", spiega. "C'è una forte insoddisfazione -sottolinea Simoncini che è assessore regionale al Lavoro in Toscana- sulle risposte per il 2013 che rafforzano la preoccupazione delle Regioni, molte delle quali si sono viste costrette a bloccare le autorizzazioni per mancanza di fondi, mentre aumentano i lavoratori che aspettano da mesi l'indennità". Sugli esiti dell'incontro fra governo e Regioni, l'assessore al Lavoro Simoncini infomerà domani le parti sociali nel corso della Commissione regionale tripartita, un tavolo di concertazione per la definizione delle politiche del lavoro del quale fanno parte sindacati e associazioni di categoria.La riunione è fissata per domani alle 11,30 nella sede dell'assessorato, in via Pico della Mirandola 26, a Firenze. "Chiederò alle parti sociali di valutare come affrontare una situazione – spiega Simoncini – insostenibile dal punto di vista sociale. L'arrivo dei fondi già stanziati ci consentirà a malapena di coprire le domande arrivate fino a fine giugno, mentre da quanto preannunciato ieri sappiamo fin da ora che non saremo in grado di far fronte al fabbisogno, continuando a lasciare senza reddito migliaia di lavoratori e costringendo le aziende a licenziare". A muoversi è anche l'assessore al Lavoro del Veneto, Elena Donazzan, per la quale l'incontro al ministero del Lavoro è stato "piuttosto deludente". E per sollecitare "le scelte della politica, non solo del ministro e del sottosegretario delegato -dice Donazzan- ma soprattutto dei parlamentari chiamati nelle prossime ore sulla legge di stabilità a decidere della copertura degli ammortizzatori", "manderò una nota a tutti i deputati e senatori eletti in Veneto – annuncia – con tutte le informazioni dettagliate di cosa significa la cassa integrazione in deroga per le aziende del Veneto". Donazzan ricorda che già un mese e mezzo fa gli assessori avevavo fatto presente al governo l'urgenza nell?affrontare la chiusura del 2013 per gli ammortizzatori sociali in deroga. E ora, aggiunge, "siamo stati rimandati a un ulteriore appuntamento che si terrà tra 15 giorni".Anche Marco Luchetti, assessore al Lavoro e alla Formazione della Regione Marche, non nasconde la "forte preoccupazione" sulla questione. "Soprattutto in una Regione come la nostra -spiega a Labitalia- ricca di manifatturiero e pmi, settori in cui per lo più si ricorre alla cig in deroga, avere la certezza di poter ricorrere a questo ammortizzatore sociale è fondamentale". "Gli assessori lo sanno bene -avverte Luchetti- che la cassa in deroga è uno strumento straordinario nelle disponibilità del governo per situazioni di emergenze, ma sanno anche che sono 4 anni di crisi pesante che non accenna a diminuire. Proprio ora questo strumento non può venir meno". "E in mancanza di certezze sul rifinanziamento molte aziende sono costrette a licenziare". "Basti pensare -conclude Luchetti- che per il 2013 sono stati previsti ulteriori 330 milioni di euro: per noi sono solo una risposta parziale a un fabbisogno che abbiamo calcolato tra 1 e 1,3 miliardi di euro".