Roma, 27 nov. (Adnkronos Salute) – Il nome dei principi attivi dei farmaci viene ricercato più, meno o tanto quanto quello dei brand, almeno sui motori di ricerca web? Se Aspirina e Tachipirina sono ancora i termini più cliccati su Google rispetto all'acido acetilsalicilico e al paracetamolo, le query legate all'ibuprofene hanno superato quelle del Moment o dello Spidifen. Ma anche tra i mucolitici, il brand prevale sul principio attivo: Fluimucil è ancora più ricercato dell'acetilcisteina. E' quanto rileva Alkemy, società attiva nella consulenza digitale in Italia, che ha fotografato il mondo del farma sul web attraverso un Osservatorio dedicato, nel quale ha raccolto e aggregato dati Censis, Google Usa e Google Trends Forrester.I risultati – indica una nota – confermano per l'Italia la tendenza a usare il web per avere informazioni sulla salute, soprattutto in campo farmacologico. Tanto che i nuovi media sono utilizzati da oltre un terzo dei connazionali. I pazienti ricercano indicazioni, commenti e scambi di esperienze: se il medico di base rimane la fonte primaria per ottenere informazioni mediche (56%), Internet viene utilizzato (11%) più del farmacista (4%), principalmente per ottenere chiarimenti sulle patologie (90%), sulle strutture a cui rivolgersi (59%) e per confrontarsi con altri utenti. Anche i servizi si stanno affermano sul web: accanto alle prenotazioni di visite e di esami (15%), il 3% degli italiani vi acquista farmaci. Gli stessi medici fanno largo uso del canale digitale: i dati di Google raccontano come frequente sia l'utilizzo del web da parte dei professionisti per approfondimenti relativi ai pazienti, per aggiornamenti scientifici e, soprattutto, per informazioni sui prodotti farmacologici, dopo aver parlato con un rappresentante farmaceutico (34%), dopo aver visto la promozione di un farmaco e per avere dati sulle controindicazioni dei medicinali (61%).