Roma, 10 gen. (Adnkronos Salute) – In barba a farmaci e tisane, nel nostro cervello si 'nasconde' un calmante naturale, un meccanismo in grado di moderare gli effetti dello stress. A svelare il ruolo giocato dalla nocicettina è uno studio condotto da ricercatori dello Scripps Research Institute, dei National Institutes of Health (Usa) e dell'italiana università di Camerino, che apre nuove prospettive per fare di questo sistema un nuovo, possibile bersaglio delle terapie contro i disturbi d'ansia."Siamo riusciti a dimostrare che il sistema cerebrale nocicettina è in grado di prevenire e anche di invertire alcuni effetti cellulari dello stress acuto in un modello", spiega la biologa Marisa Roberto, cervello italiano in fuga negli States e professore associato allo Scripps. Roberto è autrice principale dello studio, pubblicato sul 'Journal of Neuroscience'.La nocicettina, prodotta nel cervello, appartiene alla famiglia dei neurotrasmettitori oppioidi, ma si lega solo a un suo specifico recettore, chiamato Nop, e non agli altri recettori degli oppioidi, come il resto della famiglia. Gli scienziati l'hanno scoperta negli anni '90, notando che iniettata nel cervello dei topi non spegne il dolore, ma lo peggiora. Da qui il nome, nocicettina, per il suo effetto nocicettivo, cioè che produce dolore. Successivi studi sui topi hanno evidenziato la sua influenza sull'amigdala, l'area del cervello che controlla le risposte emozionali di base. Nel nuovo studio, la Roberto e gli altri ricercatori si sono concentrati su maggiori dettagli del sistema nocicettina/Nop nell'amigdala. Hanno scoperto che lo stress modifica l'attività della nocicettina e del suo recettore, indicando che il sistema si attiva per ridurne gli effetti. Tutti i diversi set di esperimenti condotti, spiega Roberto, hanno dimostrato che l'esposizione allo stress manda in iperattività il sistema nocicettina/Nop nelle regione centrale dell'amigdala, come un meccanismo di risposta 'costruito' per riportare il cervello alla normalità. In futuro i ricercatori puntano a capire se questo meccanismo si inceppa in condizioni di stress cronico.