Sochi, 11 feb. (Labitalia) – Alle Olimpiadi di Sochi l'innovazione dei prodotti sportivi parla italiano. Dal primo casco all'ultimo airbag, Assosport, l'Associazione italiana dei produttori di articoli sportivi, sta appunto a Sochi per mostrare 90 anni di made in Italy, un settore che per l'Italia vale 8 miliardi di euro. "I Giochi – ha spiegato il presidente di Assosport, Luca Businaro – sono per le aziende dello sportsystem una vetrina mondiale dell'eccellenza tecnologica, una cassa di risonanza che alimenta negli anni successivi i marchi che vi hanno partecipato. Lo sforzo per arrivare all'Olimpiade è enorme per tutte le aziende, che cercano di creare qualcosa di unico, dalle tute all'intimo, all'attrezzatura: l'Italia è l'unica nazione che può vestire integralmente gli atleti per tutte le pratiche sportive invernali". Assosport impiega oltre 13mila persone, il triplo calcolando l'indotto. Una realtà che si segnala per una produzione all'avanguardia capace di fare da guida all'intero settore. Come ha sottolineato Giulio Colombo, vicepresidente di Assosport, "il prodotto italiano è ricercato nel mondo non solamente per l'eccellenza del suo stile e qualità: in modo particolare nel settore dello sport, la ricerca e l'innovazione, tese al miglioramento della performance, sono da sempre un elemento chiave del successo delle aziende italiane".Materiali sempre più leggeri e flessibili, capaci di aumentare il comfort degli atleti aumentando al contempo sicurezza e prestazioni sono alla base della costante ricerca e sviluppo delle aziende italiane. Proprio a Sochi, il casco Briko in fibra di vetro usato da Tomba nel '91, presentato da Carlo Boroli, è stato affiancato dall'ultimo modello della casa, in abs e pc polimeri plastici di ultima generazione, con lenti in nylon che usano una tecnologia derivata dalla Nasa, in grado di stoppare la luce blu, la più dannosa per gli occhi. Alberto Zanatta di Nordica, facendo una panoramica sulle innovazioni in materia di sci e scarponi, ha spiegato come l'ultima tecnologia edt, una piastra in fibra di carbonio e poliuretano leggerissimo, sia capace di favorire il controllo e la trasmissione di energia tra sci e scarpone. Il massimo della novità in termini di sicurezza è invece la giacca air-bag di Dainese per le competizioni da sci, di cui Vittorio Cafaggi ha ricordato la lunga fase di studio ed evoluzione. Quello della sicurezza sulle piste è un tema su cui il Coni sta insistendo in modo particolare; non a caso, ha sviluppato con un altro marchio simbolo della tecnologia italiana, Ferrari, una serie di nuovi test nella Galleria del Vento della casa di Maranello. Anche il rapporto con i testimonial sportivi è cambiato profondamente nel corso degli anni: sempre meno semplice sponsorizzazione e sempre più collaborazione attiva, in cui gli atleti fanno da tester nella creazione e nello sviluppo del prodotto in grado di rispondere maggiormente ai loro bisogni per prestazioni di alto livello. Una realtà raccontata in prima persona da Ippolito Sanfratello medaglia a Torino 2006 nel pattinaggio velocità.