Home Cronaca Esce avvelenate: cresce la sensibiltà, ma il fenomeno è in crescita

Esce avvelenate: cresce la sensibiltà, ma il fenomeno è in crescita

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Esce avvelenate: cresce la sensibiltà, ma il fenomeno è in crescita

Un bilancio con luci e ombre. Così sono state presentati questa mattina nel palazzo della Provincia i dati relativi al fenomeno delle esche avvelenate nel territorio aretino. “Ombre perché i numeri sono in crescita, ma luci perché è cresciuta la sensibilità sulla materia e questo ci aiuta a fare prevenzione, con risultati tangibili”, ha affermato il Presidente della Provincia Roberto Vasai. Nel 2013 si sono registrati 88 casi di avvelenamento di animali, mentre nel 2012 ne erano stati segnalati 77. Le specie coinvolte sono in maggior parte quelle di cani e gatti, rispettivamente 42 e 21, ma si segnalano anche due casi rispettivamente di asino e capra. “In questi anni si sono molto modificate le caratteristiche di questo fenomeno, che se 15 anni fa riguardava soprattutto la caccia e la ricerca del tartufo e si concentrava nelle campagne, oggi vede numeri superiori nelle aree urbane. Un caso di particolare rilievo si è registrato ad Arezzo, nella zona della Marchionna e di Villa Severi, dove tra gennaio e giugno si sono registrati ben cinque casi di avvelenamento. Immediatamente Provincia e Comune si sono attivati bonificando la zona ed incrementando l'attività di controllo sull'area. Fondamentale è stata, in questo caso, la collaborazione offerta dall'associazione di volontari 'Nature and Horse' che ha permesso alle istituzioni di poter contare sulla presenza attiva di diverse persone che hanno vigilato sulla zona e partecipato, oltre che ai tavoli di concertazione, anche alla perlustrazione delle aree e ad una serrata attività di controllo. Grazie a questa attività sono stati rinvenuti bocconi di diversi tipi quali polpette alla stricnina, salsicce riempite con ami da pesca e crocchette avvelenate, nelle aree verdi della Marchionna e Villa Severi e, in alcuni casi, perfino nelle aree condominiali della zona. Il caso ha richiamato l'attenzione in maniera prepotente sull'argomento, pur se nello specifico sembra essersi trattato dell'azione di un singolo che ha agito in maniera seriale, forse infastidito dagli animali o magari mosso da un' assurda ricerca di notorietà. Non ci sono stati casi particolari durante il resto dell'anno ma si è proceduto, in via preventiva, a tabellare alcune zone in ambito provinciale nelle quali era stata segnalata la presenza di presunte esche avvelenate al fine di bonificare l'area ed allontanare dalla zona uomini ed animali domestici che avrebbero potuto transitarvi”. Intensa comunque l'attività della Polizia Provinciale, illustrata dal Segretario Generale Gabriele Chianucci: “operando nel territorio con un lavoro sinergico con Istituto Zooprofilattico e Servizio Veterinario della Usl 8, si impegna in attività di monitoraggio preventivo e, a seguito di segnalazioni, al monitoraggio delle aree in cui sono stati rintracciati bocconi sospetti procedendo anche all'apertura di indagini volte al ritrovamento degli esecutori materiali del fatto” ha affermato Chianucci lasciando poi al Presidente Vasai il compito di ricordare una serie di raccomandazioni per i cittadini. “Non toccare mai con le mani nude le esche avvelenate, che potrebbero contenere sostanze che attraversano la barriera cutanea, e non annusare o comunque non portare mai vicino al viso il materiale sospetto, perché alcune sostanze come il cianuro o alcuni pesticidi emanano esalazioni altamente tossiche. Se si è a conoscenza di precedenti casi di avvelenamento, nelle zone abitualmente frequentate, tenere i cani al guinzaglio o con la museruola. Occorre inoltre ricordarsi che i bocconi avvelenati possono presentarsi sotto le più svariate forme che vanno dalle salsicce imbottite ai colli di pollo, fino ad arrivare alle crocchette imbevute con sostanze velenose. Purtroppo la fantasia di queste menti distorte è molto fertile ed ogni anno troviamo nuove tipologie di esche. È necessario prestare la massima attenzione quando ci si trova di fronte a materiale alimentare o comunque appetibile apparentemente abbandonato all'aperto. Gli organi preposti, all'interno delle istituzioni di presidio territoriale, sono vigili ed allertati ma solo grazie al supporto pronto ed informato dei cittadini sarà possibile contenere, e si auspica debellare, questo fenomeno così incivile”, ha concluso il Presidente della Provincia.