ROMA – Eccezionale 'fiocco rosa' all'universita' di Teramo. Si tratta di un agnellino femmina, che e' stato chiamata Martina, venuto alla luce grazie a una particolare tecnica di fertilizzazione 'in provetta': la madre genetica, infatti, aveva poco piu' di un mese quando le sue cellule uovo, ancora immature, sono state prelevate per il loro successivo sviluppo e trasferite prima in un incubatore e poi impiantate nella madre adottiva. Martina andra' a fare compagnia a Mia e Cleo, le due agnelline nate, invece, da due cellule uovo di pecore abbastanza "anziane", all'incirca di otto anni. A farle nascere e' stata una e'quipe di giovani ricercatori dei corsi di laurea in Biotecnologie dell'Universita' degli Studi di Teramo, guidati e coordinati da Grazyna Ptak, in collaborazione con l'Istituto Zooprofilattico per l'Abruzzo e il Molise. Obiettivo dell'esperimento e' quello di "verificare – ha spiegato Ptak – se l'eta' della madre genetica puo', in quanto tale, influenzare il benessere del nascituro. Di solito la valutazione della salute del soggetto nato in seguito alle tecniche di riproduzione assistita, viene effettuata entro poche ore o alcuni giorni dalla nascita. Le nostre agnelline appena nate stanno benissimo, ma – spiega – lo scopo della nostra ricerca sara' quello di monitorare il loro benessere e il loro comportamento nel lungo periodo, anche in termini transgenerazionali, cosa mai verificata sino ad oggi".
"L'aumento del numero di pazienti umani che vogliono sottoporsi alla riproduzione assistita – aggiunge la ricercatrice – esige la promozione di questo tipo di ricerca. D'altro canto le tecniche di riproduzione assistita consentono di diventare madri anche dopo alcune patologie, in particolare il cancro, dove il trattamento terapeutico compromette la fertilita'". "E' stato quindi suggerito che da pazienti, anche sessualmente immature, che debbano sottoporsi a cicli di chemio o radio terapia, siano prelevate e congelate porzioni di ovaio dalle quali ricavare, dopo i trattamenti terapeutici, i gameti per la riproduzione assistita. Inoltre l'eta' media dei pazienti che ricorrono alla riproduzione medicalmente assistita e' in forte aumento". Fra i ricercatori che hanno partecipato all'esperimento ci sono, tra gli altri, Pasqualino Loi, 'padre' di Ombretta, il primo muflone clonato al mondo, Pier Augusto Scapolo, Marta Czernik, Adele Pizzuto, Federica Zacchini, Fiorella Di Egidio, assieme a un gruppo di entusiasti studenti del Corso di laurea in Biotecnologie.
Articlolo scritto da: Adnkronos