Roma Roma, 19 apr. (Adnkronos Salute) – Sedici ore di consultazioni, 140 votazioni, 70 emendamenti accolti sui 300 presentati. Sono alcuni numeri dell’impegno dei camici bianchi per arrivare alla stesura del nuovo Codice deontologico dei medici, approvato ieri a Torino dal Consiglio nazionale della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli odontoiatri (Fnomceo). A votare a favore del nuovo Codice 87 presidenti di Ordini provinciali su 99. Dieci i contrari, due gli astenuti. “Presenti anche i presidenti delle Commissioni odontoiatriche, i quali hanno proposto, vedendoli tutti accolti, emendamenti di specifico interesse professionale”, si legge in una nota della Fnomceo. Il ‘Codice di Torino’ – ricorda la Federazione – nasce dopo un’amplissima consultazione, estesa anche ad esperti esterni.
“Ringrazio le centinaia di colleghi medici e odontoiatri – ha detto il presidente della Fnomceo, Amedeo Bianco – Ringrazio le personalità di cultura impegnate nelle istituzioni pubbliche e private, nella vita civile e sociale, che ci hanno accompagnato in questo cammino: le ringrazio per le critiche e per i consensi, quali perfetta testimonianza di una complessità delle questioni trattate, amplificata da una profonda crisi di sistemi e di valori, che non può e non deve ridursi a un pensiero unico. Resta il larghissimo consenso su una sintesi, credo ampia e qualificata, che certamente non oscura quanto di diverso è stato pensato e proposto. Siamo sempre in cammino”.
E proprio questa partecipazione ha fatto sì che i più importanti articoli – il 3 e 13, che definiscono le Competenze del medico, i nuovi articoli 77 sulla Medicina militare, 78 sulla Cybermedicine, 79 sulla partecipazione all’Organizzazione sanitaria – siano stati approvati con percentuali di ‘sì’ superiori al 90%. Sull’articolo 67, riguardante la Lotta all’abusivismo, si è raggiunta l’unanimità.
Tra le principali novità 4 articoli inediti, ciascuno corrispondente a una questione bioetica mai affrontata prima: la medicina potenziativa (Art. 76), indirizzata non a curare ma a migliorare lo stato di benessere, sino a superare gli stessi limiti della natura; la medicina militare, articolo condiviso con il ministero della Difesa; l’applicazione delle tecnologie informatiche alla sanità, e la partecipazione del medico alle organizzazioni sanitarie.
Nel nuovo Codice anche un occhio più attento all’ambiente, alla prevenzione del rischio clinico e alla sicurezza delle cure, al controllo del dolore e alle cure palliative, alle competenze professionali, alla lotta all’abusivismo, al consenso informato.
Torna, in alcuni articoli, il termine ‘paziente’, in una prima versione del testo sostituito sempre da ‘persona assistita’. La scelta dell’assemblea è stata di mantenere la parola ‘’aziente’ quando si parla di ‘cure’, introducendo ‘persona assistita’ negli articoli in cui non si parla di persona malata.