Roma, 23 lug. (Adnkronos) – Israele è ora intervenuto a Gaza per “fermare i missili e distruggere i tunnel”, ma se nei prossimi anni riprenderanno gli attacchi, anche “rioccupare Gaza sarà un’opzione”. Ad affermarlo è l’ambasciatore israeliano Naor Gilon che oggi, assieme all’addetto militare Koby Regev, ha incontrato un gruppo di giornalisti a Roma per spiegare le ragioni dello Stato ebraico. E che ha voluto sottolineare la grave minaccia rappresentata dai tunnel sotterranei fin dentro Israele, la cui estensione “era finora sconosciuta” e che potenzialmente potevano portare ad un “11 settembre” di attacchi armati nello stato ebraico.
Tunnel per i quali Hamas ha speso “miliardi di dollari” che “avrebbe potuto invece usare per aiutare la popolazione civile” della Striscia. Basti pensare, ha poi detto Regev, che sono state impiegate 600mila tonnellate di cemento per realizzare la trentina di tunnel, estremamente ramificati, finora distrutti dall’esercito israeliano.
L’operazione di terra, ha spiegato, è partita dopo che Israele ha capito che i raid aerei non erano sufficienti a distruggere i tunnel, utilizzati per il contrabbando, per nascondere armi e leader di Hamas oltre che per futuri attacchi a sorpresa in territorio israeliano. L’esistenza del sistema di difesa anti missile Iron Dome, ha aggiunto, “ha dato tempo alla politica di prendere le sue decisioni”, fermando missili che altrimenti avrebbero potuto provocare “centinaia” di morti nelle città israeliane.(segue)