– Diversamente, lo Stato potrebbe trarre un notevole guadagno: ”Prima di tutto -sostiene Cantone- perché avrebbe l’opportunità di mettere in circolo beni che non rappresentano costi. E poi, perché potrebbe ottenere un risultato fondamentale sul piano dell’immagine, riuscendo a dimostrare che se le mafie portavano lavoro, lo Stato è in grado di fare lo stesso”.
I beni confiscati, ribadisce il presidente dell’Anac, ”non sono di una qualche associazione più o meno meritevole di combattere la mafia. Vanno restituiti ai cittadini. E in una logica economica. Sono convinto – conclude – che questo sia uno dei temi in cui si può coniugare ‘sviluppo uguale legalità”’.