– In particolare sarebbero stati due gli esperimenti riprodotti tra agosto e settembre dai periti, alla presenza dei consulenti di difesa, accusa e parte civile. Le prime quattro prove sono state ‘annullate’ visto che il tappetino d’auto dopo essere stato calpestato non è stato usato, mentre ad Alberto la Golf nera viene sequestrata solo una settimana dopo il delitto.
Nelle quattro prove più recenti, invece, si riproducono diverse condizioni: un solo passaggio con un solo piede su macchie di sangue piccole e secche che mostrerebbe una minima positività – un risultato che potrebbe risultare irrilevante -; due passaggi sempre con un solo piede su tre mattonelle (due con piccole macchie e una con macchia grande che in un caso viene calpestata e in altro lambita) il risultato sarebbe più positivo al luminol; e un quarto caso su due mattonelle di pavimento calpestate con entrambi i piedi e con piccole macchie secche l’esito sarebbe il più evidente. Il tappetino sarebbe stato analizzato dopo quattro giorni circa e i risultati sarebbero positivi nella totalità dei casi o in tre casi su quattro laddove si considerassero i risultati più lampanti.
Le 160 pagine della perizia risulterebbero dunque un vantaggio per l’accusa, ma per l’omicidio di Garlasco la prudenza è d’obbligo: dopo due assoluzioni è stata la Cassazione a chiedere un nuovo processo con la rilettura degli elementi raccolti. Nel primo processo la perizia del chimico Francesco Ciardelli aveva mostrato che la suola idrorepellente è in grado di rilasciare il materiale ematico, più ‘facile’ da trattenere se liquido e non secco. I riscontri eseguiti con un altro reagente e con il luminol (più specifico nella reazione alle tracce ematiche) però avrebbe dato risultati ambigui. Un punto su cui difesa e accusa si daranno battaglia in aula: la prossima udienza è fissata per l’8 ottobre.