Home Nazionale Pd: sui 3 ‘dissidenti’ palla a gruppo Senato, malumori ma no sanzioni

Pd: sui 3 ‘dissidenti’ palla a gruppo Senato, malumori ma no sanzioni

0

Roma, 9 ott. (Adnkronos) – Sulla ‘sorte’ di Corradino Mineo, Lucrezia Ricchiuti e Felice Casson, i 3 senatori che ieri non hanno partecipato al voto di fiducia sul Jobs Act, sarà il gruppo Pd di palazzo Madama a decidere. E’ stato Lorenzo Guerini a passare la ‘pratica’ oggi al presidente dei senatori Pd, Luigi Zanda. E nel farlo, il vicesegretario dem non è stato morbido verso i 3 dissidenti: la questione, ha detto Guerini, “verrà affrontata dall’assemblea del gruppo Pd al Senato. Credo che il voto di fiducia sia stato politicamente molto significativo e non partecipare al voto di fiducia credo metta in discussione i vincoli di partecipazione alla comunità politica alla quale si appartiene”.
Tuttavia, in ambienti renziani del Pd, viene escluso che vi saranno provvedimenti nei confronti dei 3 ribelli. “Espulsioni? Ma noi non espelliamo nessuno…”, osserva un dirigente del gruppo dem alla Camera. “Per dire -aggiunge- Civati non ha votato la fiducia al governo Letta e nessuno ha mai pensato di espellerlo”. Insomma, non dovrebbero esserci espulsione nè sanzioni nei confronti dei tre. Almeno, questa è l’intenzione al momento.
Certo, il voto di ieri lascia strascichi pesanti. C’è Roberto Giachetti, per dire, che chiede che vangano prese misure “formali” verso chi ieri “ha scelto di non votare la fiducia mettendo a rischio la tenuta stessa del governo”. La posizione dei 3 senatori ribelli non è esattamente la stessa. O meglio, c’è una certa insofferenza del fronte renziano in particolare verso Mineo. Anche per le tensioni dell’estate scorsa sulle riforme. Ma, si ribadisce, l’intenzione sarebbe quella di non prendere provvedimenti. “Intanto, lasciamo decantare un po’ la situazione. La riunione dei senatori Pd non è stata ancora fissata. La prossima settimana ci sarà l’ufficio di presidenza del gruppo e lì vedremo se Zanda affronterà la questione”.