Roma, 30 ott. – (Adnkronos) – Tornerà davanti ai giudici della Corte d’Appello l’agende di pubblica sicurezza Michele Paone che nei giorni scorsi è stato assolto dall’accusa di eccesso colposo di uso legittimo delle armi. L’accusa deriva dal fatto che il 30 luglio del 2011 durante un inseguimento sparò, uccidendolo a Bernardino Budroni durante un inseguimento avvenuto sul Grande raccordo anulare. Il Tribunale ha mandato assolto Michele Paone ma il pubblico ministero Giorgio Orano ha ora proposto appello sostenendo che l’accusa di eccesso colposo di uso legittimo delle armi era pienamente fondata. Non doveva quindi essere fatta cadere l’imputazione.
Come si è detto il fatto risale al 30 luglio 2011. Budroni aveva avuto una discussione con la fidanzata che a un certo momento chiamò gli agenti lamentando di essere vittima di stalking. Budroni però riuscì ad allontanarsi e gli agenti lo inseguirono lungo il raccordo anulare raggiungendolo. Secondo il pubblico ministero chi ha ritenuto infondata l’accusa assolvendo l’agente ha finito “per attribuire una patente di assoluta liceità a una condotta, quella di Paone, che appare frutto di un evidente errore valutativo, ancor prima che esecutivo, attribuibile a grave imperizia e imprudenza”.