Home Nazionale Napolitano: passo indietro nel giorno del santo che rinunciò a nomina a vescovo

Napolitano: passo indietro nel giorno del santo che rinunciò a nomina a vescovo

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Roma, 13 gen. (AdnKronos) – L’addio al Quirinale è fissato per domani, quando Giorgio Napolitano metterà nero su bianco, con la firma in calce alla lettera di dimissioni, la rinuncia a proseguire nel suo secondo mandato al Colle. E lo farà nel giorno che la Chiesa dedica a San Felice di Nola, il santo che rinunciò alla mitria e all’abito episcopale, preferendo tornarsene a casa per vivere coltivando un orticello.
Felice era un fedele collaboratore del vescovo di Nola, Massimo, che durante l’ultima persecuzione dei cristiani, all’inizio del terzo secolo dopo Cristo, lasciò Nola per rifugiarsi in un luogo deserto, lasciando in città Felice che aveva designato come suo successore. Felice fu imprigionato e torturato, per essere poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse nel luogo dove il vecchio vescovo Massimo, moribondo, si era rifugiato, consumato dagli stenti e dalle sofferenze. Felice lo salvò e lo curò, riportandolo a Nola e affidandolo alle cure di un’anziana cristiana.
Durante la persecuzione, Felice sfuggì alla cattura rifugiandosi per sei mesi in una cisterna disseccata, aiutato, senza essere conosciuto, da una anziana donna che gli forniva il cibo necessario per sopravvivere. Finita la persecuzione, con la pace di Costantino nel 313, Felice fece ritorno a Nola, dove morto il vescovo Massimo viene candidato a succedergli. Ma rinuncia, lasciando che sia il prete Quinto a divenire vescovo.