Home Nazionale Sanità: neonata morta, l’atto di accusa dell’assessore Borsellino /Adnkronos

Sanità: neonata morta, l’atto di accusa dell’assessore Borsellino /Adnkronos

0

Palermo, 18 feb. (AdnKronos) – Non nasconde la sua contrarietà per l’ipotesi di commissariamento della Sanità “paventata” dal ministro Beatrice Lorenzin “mentre gli uffici della Regione stavano ancora raccogliendo informazioni” sulla morte della piccola Nicole, la neonata morta subito dopo il parto in ambulanza durante il trasferimento a Ragusa, perché a Catania mancavano posti letto in Terapia intensiva. Si chiede più volte “perché la piccola Nicole non è stata portata al Pronto soccorso del Policlinico di Catania?” ventilando la possibilità che la piccola Nicole si potesse salvare. E attacca, neppure tanto velatamente, la clinica privata Gibiino in cui la bimba è venuta al mondo lo scorso 12 febbraio. Ma non fa mai cenno alle sue dimissioni. E’ un fiume in piena l’assessore regionale alla Sanità della Sicilia, Lucia Borsellino. Lei, minuta, con un tono di voce sempre basso, tira fuori gli artigli, e davanti ai deputati dell’Assemblea regionale siciliana fa un resoconto a tutto tondo su quanto accaduto quella notte tra Catania e Ragusa. Parla per un’ora e quattro minuti l’assessore Borsellino, senza mai una pausa, senza mai un tentennamento.
Accanto a lei c’è seduto il Governatore siciliano, Rosario Crocetta che non distoglie mai lo sguardo da lei, seguendo passo dopo passo, ogni sua parola. E poi gli altri assessori, quasi tutti presenti, tra i banchi del Governo. L’assessore Borsellino, figlia del giudice Paolo Borsellino, ucciso da Cosa nostra, si chiede più volte perché Nicole non sia stata portata in un pronto soccorso. “A questa domanda ancora non abbiamo avuto una risposta”, dice arrabbiata. “Abbiamo chiesto ai dirigenti delle aziende ospedaliere se piccoli pazienti in condizioni meno gravi non potessero essere spostate in altre Terapie intensive e di quanti posti letto disponessero e quanti di questi fossero occupati. Dagli ospedali ci hanno risposto che la richiesta di posti letto giunta dalla centrale operativa non specificava la gravità delle condizioni”, ha aggiunto Borsellino.
Lo stesso assessore ha poi ricordato all’Ars che è stata chiesta “alla Centrale operativa la registrazione delle chiamate e il perché della scelta di Ragusa e non di sede più vicina. Ci è stato detto che l’operatore ha cercato un posto in tutte le aziende più vicine e aver avuto una risposta positiva solo da Ragusa”, ha spiegato durante il suo intervento, non nascondendo la sua irritazione. Quindi, forse, se solo la bimba fosse stata portata in un pronto soccorso oggi sarebbe viva. Ma il condizionale è d’obbligo. Tanto è vero che l’assessore non lo dice espressamente, ma lo fa capire: “Una circostanza di rilievo ai fini dell’attività di verifica del percorso assistenziale della piccole Nicole, risiede nel fatto che tutti i manager delle Aziende intervenute erano concordi nel ritenere che se l’accesso del paziente alle loro strutture fosse avvenuto attraverso il pronto soccorso, a prescindere dei posti letto, si sarebbe garantita l’assistenza”.