Milano, 2 mar. (AdnKronos) – “Ciao amore mio perdonami se ti sto facendo tribulare per tutto, cerco di farmi forza, ma credimi stando chiuso in queste quattro mura mi sembra di soffocare, lo sai come sono giudicato qui, hanno fatto correre le voci, Bossetti ammazza bambini, stupratore va beh, perfino scritte offensive sui muri”. Inizia così una lettera che la scorsa estate Massimo Bossetti, dietro le sbarre del carcere di Bergamo con l’accusa di aver ucciso la 13enne Yara Gambirasio, rivolge alla moglie Marita Comi.
Sottolinea come l’accusa di aver ucciso con crudeltà la giovane ginnasta abbia cambiato la sua vita: “non è quella di prima, e mi porta alla disperazione, qui è sempre un casino tutti che gridano è un manicomio, ho una paura di cadere in una forte depressione di non riuscire più a controllarmi, qui c’è tanta solitudine, malinconia, ansia, mi sento tanto solo, solo contro tutti” e delle preghiere che recita ogni giorno con don Fausto.
“Eravamo proprio una bella famiglia, una famiglia unita e ora ce l’hanno rovinata la mia vita non sarà più come prima non riesco ad accettare tutto questo male c’è troppo dolore dentro di me (…) Credimi qui dentro sono messo a dura prova, ma tenterò di andare avanti perché sto vivendo per il forte amore che c’è in me per te e per i nostri figli”.