(AdnKronos) – Secondo Sherpa, infatti, i passaporti dei lavoratori immigrati sarebbero “confiscati dall’azienda” e i lavoratori subirebbero “minacce se chiedono il rispetto dei loro diritti e migliore condizioni di lavoro o di alloggio”. Per l’ong i lavoratori dei cantieri sarebbero “costretti ad accettare condizioni di lavoro indegne e senza rapporto con le retribuzioni che percepiscono”.
Vinci invece ribadisce nella nota che il gruppo punta a fare “progredire le condizioni di lavoro e di vita dei propri dipendenti. E’ così anche in Qatar dove abbiamo costruito nuovi alloggi per offrire all’inizio dell’anno ai nostri operai migliori condizioni di alloggio. Osserviamo che oltre il 70% dei nostri operai a fine contratto decidono, dopo il rientro dalle vacanze, di ritornare a Qdvc per firmare un nuovo contratto di 2 anni”.
Marie-Laure Guislain, la responsable responsabile contenziosi dell’Ong Sherpa, sottolinea in una nota che “il contesto di pressione enorme sui lavoratori ha reso il nostro lavoro molto difficile. Gli immigrati sono terrorizzati dalla paura di eventuali rappresaglie. Nonostante questo abbiamo potuto raccogliere delle prove formali delle condizioni di lavoro e di alloggio indegne per una retribuzione senza rapporto con il lavoro fornito ed effettuato sotto minacce”. Vinci è presente in Qatar, attraverso la propria controllata Qdvc dal 2007, e occupa 3.500 lavoratori. Dal 2003 ricorda Vinci il gruppo aderisce al Global Compact, il patto mondiale dell’Onu che impegna le aziende ad allineare le proprie attività e le loro strategie su dieci principi dai diritti dell’uomo, alle norme legate al lavoro, ambiente e alla lotta contro la corruzione.