Padova, 11 giu. (AdnKronos) – “Non faccio commenti sulla politica internazionale pur occupandomi di un’azienda che conta nell’export la voce di bilancio più importante, ovvero il 75%”. Lo dice all’Adnkronos Fabio Franceschi presidente di Grafica Veneta intervenendo sul dibattito dell’embargo russo.
“Da imprenditore rilevo che gli spazi presidiati dagli italiani vengono occupati da altri, ad esempio nel caso dell’agroalimentare – il comparto più sofferente – dai cinesi e dalle imprese turche che propongono le brutte copie del top del Made in Italy”.
Secondo l’imprenditore padovano alla guida del colosso dell’editoria, “dall’Ue e dall’Italia sarebbe stato meglio avere strumenti dissuasori alternativi alle sanzioni che hanno penalizzato soprattutto le imprese nazionali”.