(Adnkronos) – (AdnKronos) – “L’Ecuador – ha ricordato Correa – non era un Paese di emigrazione: queste sono nuove comunità che si sono formate a partire dal 1999, quando abbiamo sofferto una terribile crisi economica e finanziaria a causa della deregolamentazione del mercato nel nostro Paese”.
“Aspettiamo sempre con le braccia aperte – ha aggiunto il presidente, che è al terzo mandato e che è uno degli alfieri della ‘marea rosa’, la nuova sinistra latinoamericana – chi desidera tornare: quelli che sono tornati sanno che ora l’Ecuador è diverso. Ora sì che abbiamo una patria per tutti e tutte”.
“Mentre il capitale finanziario devastava il Paese – ha proseguito Correa – i nostri fratelli migranti a Genova, a Milano, a Roma, a Valencia, a Madrid, a New York, nel New Jersey, con il sudore della loro fronte guadagnavano euro e dollari e li mandavano al loro Paese. Non si sono mai dimenticati della loro patria e questo è quello che ci ha permesso di sopravvivere, dopo questa terribile crisi del ’99, in cui abbiamo avuto una recessione e una disoccupazione impressionanti. Moltissime grazie, in nome della patria, per aver portato la sua terra nel vostro cuore”.