Treviso, 21 lug. (AdnKronos) – “A Treviso ha avuto la meglio la strumentalizzazione politica, favorita dall’incapacità delle autorità locali, in primis il Prefetto, di governare un fenomeno strutturale e dai numeri davvero gestibili. Anche alcuni Sindaci non hanno contribuito a rasserenare gli animi e trovare soluzioni, preoccupati più di agitare bandiere di parte piuttosto che affrontare il problema, con il risultato di far apparire all’intero Paese la comunità trevigiana come comunità non accogliente e pervasa da sussulti razzisti”. Così tuona il Presidente di Volontarisieme – Csv Treviso Alberto Francheschini commentando la situazione venutasi a creare nella provincia di Treviso, con gli ultimi casi di Villorba e Quinto di Treviso, con lo spostamento dei profughi negli spazi della Caserma Serena e, ultimo, la rimozione del Prefetto di Treviso Maria Augusta Marrosu.
“I molti esempi di accoglienza che senza rumore caratterizzano l’impegno di Caritas e del volontariato, in genere impegnati nella micro ospitalità, sono passati sotto silenzio – prosegue Franeschini – L’allontanamento del Prefetto è l’ultimo atto di una politica incapace di affrontare i problemi del Paese e che scarica sui singoli tutte le responsabilità che hanno origine, in realtà, dai vertici di chi gestisce il Ministero dell’Interno. Sicuramente il Prefetto Marrosu – continua – non ascoltando anche la nostra richiesta di convocazione del tavolo sull’immigrazione ha di fatto rinunciato ad uno strumento che avrebbe potuto contribuire a far decantare le situazioni più complesse e a non commettere grossolani errori”.