(AdnKronos) – (Adnkronos) – “Ma tutto ciò – sottolinea Donazzan – è ancora una volta un intervento transitorio di supplenza della Regione, vista che la riforma costituzionale che il Parlamento sta varando ricondurrà la materia del lavoro tra le competenze dello Stato e pertanto potrà comportare un nuovo disegno di organizzazione dei servizi per il lavoro”.
“Il disegno riformatore del governo Renzi – prosegue Donazzan – anche in questo settore delle politiche attive appare disorganico e furbo, perché di fatto scarica sui bilanci delle regioni il costo dei risparmi sulla spesa pubblica (con i tagli ai trasferimenti alle Province) e gli oneri per il mantenimento di servizi indispensabili, come i centri per l’impiego”.
“Questa amministrazione regionale – conclude l’assessore – ha fatto la scelta di ‘salvare’ servizi essenziali come quelli per l’impiego, visto il buon funzionamento di cui hanno fato prova e l’efficienza del modello veneto, fatto di integrazione tra servizi pubblici e privati accreditati, che ha consentito di mantenere il tasso di disoccupazione sotto il 7 per cento (la metà di quello nazionale) e di contenere la disoccupazione giovanile al 25 %. Ma di fatto, con questa scelta neocentralistica, lo Stato sta impoverendo il portafoglio di una regione come il Veneto che in materia di politiche del lavoro e di progetti per formazione e ricollocamento ha investito molto e intende continuare a farlo”.