Venezia, 28 ott. (AdnKronos) – “Ancora una vota la Regione deve fare supplenza allo Stato. Con la legge di riordino delle funzioni delle Province, la Regione Veneto si è assunta la responsabilità di continuare a far funzionare i 42 centri pubblici per l’impiego sinora attivi nel territorio regionale, nonostante la riforma Delrio, che ha ridimensionato competenze e bilanci delle Province, e la nuova legge sul “Jobs Act” abbia creato una sorta di ‘terra di nessuno’ sulla gestione dei servizi per l’impiego e delle politiche attive del lavoro”. L’assessore alle politiche per il lavoro e l’occupazione Elena Donazzan del Veneto mette a fuoco così uno degli effetti della legge di riordino delle funzioni provinciali approvata ieri dal Consiglio regionale, che ha riportato in capo alla Regione il finanziamento delle funzioni provinciali definite ‘non fondamentali’ dalla riforma Delrio, tra cui appunto quelle in materia di occupazione e mercato del lavoro.
“La riforma del ‘Jobs act’ prevede che i centri per l’impiego diventino servizio regionale – spiega Elena Donazzan – Ma le risorse che il ministero per il lavoro assegnerà alla Regione per il 2015 e il 2016 (la convenzione è ancora in fase di trattativa) copriranno solo due terzi dei 16,6 milioni del mero costo del personale. Il Veneto si è impegnato a garantire continuità ai 42 centri pubblici per l’impiego e agli oltre 450 dipendenti che vi lavorano, assumendo nel proprio bilancio l’onere di coprire la parte restante del costo degli stipendi e gli ulteriori oneri per spese fisse di gestione attraverso apposite convenzioni con gli enti di area vasta e la Città metropolitana, daremo così continuità operativa di un servizio al quale si rivolgono ogni anno oltre 220 mila persone”.