Roma, 18 gen. (AdnKronos) – “L’esperienza italiana dimostra che le azioni a voto plurimo rappresentano uno dei pochi meccanismi in grado di incidere sulla ritrosia delle nostre imprese, in particolare quelle familiari, ad aprirsi al mercato dei capitali per il timore di perdere il controllo”. Ad affermarlo, nel corso del suo intervenendo ad un convegno alla Luiss, è il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci.
Il DL Competitività del 2014, rileva, “ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento le azioni a voto maggiorato (c.d. loyalty share) e multiplo (c.d. multiple voting share), istituto con il quale, stando ai dati Consob, le società quotate hanno iniziato a prendere confidenza. Ci sono state diverse critiche sull’utilizzo di questo strumento. A detta di alcuni, infatti, consentirebbe di cristallizzare gli assetti proprietari, impedire il ricambio dei vertici aziendali e allontanare gli investitori esteri. Non è il pensiero di Confindustria”, sottolinea.