(AdnKronos) – La crescita media annua del pil risultante dai dati trimestrali (corretti per i giorni lavorativi), sottolinea, “è risultata pari a 0,6% (0,64%) nel 2015. Ciò non è in contrasto con la stima di pil annuo in crescita di 0,8% (0,76%) rilasciata lo scorso primo marzo dall’Istat in quanto la differenza è di poco più di un decimo di punto percentuale, il che è spiegato proprio dai 3 giorni lavorativi in più del 2015 rispetto al 2014”.
In prospettiva, sottolinea Mameli, “riteniamo che la crescita del pil possa rafforzarsi nel trimestre in corso. Infatti, se come detto gli scambi con l’estero potrebbero tornare a frenare il ciclo, viceversa è visto se non altro attenuarsi il significativo freno dalle scorte registrato a fine 2015”.
La crescita sia dei consumi che degli investimenti, aggiunge l’economista di Intesa Sp, “dovrebbe proseguire e in particolare, per quanto riguarda i secondi, è attesa una ripresa, dopo il calo della seconda metà del 2015, per la spesa in conto capitale delle aziende in macchinari e attrezzature. Per quanto concerne il dettaglio settoriale, ci aspettiamo che il settore manifatturiero torni a contribuire al valore aggiunto, mentre dovrebbe proseguire l’espansione nei servizi”.