Roma, 26 ott.(AdnKronos) – Nel quinquennio 2016-2021, con i nuovi criteri fissati dall’Autorità dei Trasporti, il pedaggio che le imprese ferroviarie dovranno complessivamente pagare si riduce di oltre 650 milioni di euro rispetto al quadro normativo e regolamentare previgente. E’ il dato fornito dal presidente dell’Authority, Andrea Camanzi, nel corso dell’audizione presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato.
“E’ importante sottolineare – ha detto Camanzi – che i criteri stabiliti dall’Autorità ai fini della modulazione tariffaria si basano non più, come nel sistema previgente, sulle tipologie della rete (tradizionale o ad Alta Velocità) bensì sui segmenti dei mercati dei servizi, a partire dalla principale distinzione tra ‘servizi a libero mercato’ e ‘servizi gravati da obbligo di servizio pubblico”.
“Alcuni segmenti di mercato – ha sottolineato Camanzi – contribuiscono ai ricavi del gestore in misura meno che proporzionale alla loro incidenza sul traffico: ad esempio, il segmento regionale, lungi dal risultare penalizzato, pur rappresentando il 56% del traffico contribuisce al 46% dei ricavi; così anche il segmento del trasporto di merci, rappresenta il 14% del traffico e contribuisce al 10% per cento dei ricavi”.