Home Nazionale M5S: malumori in Ue, c’è chi pensa a addio ma ‘pesa’ multa 250mila euro/Adnkronos (2)

M5S: malumori in Ue, c’è chi pensa a addio ma ‘pesa’ multa 250mila euro/Adnkronos (2)

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(AdnKronos) – Il fallimento politico dell’operazione, tra i 5 Stelle, è attribuito soprattutto a Casaleggio. Che oggi era atteso a Roma, per proseguire il lavoro sui tavoli tecnici per il programma M5S. Dopo la ‘Caporetto’ di Bruxelles, ha disertato la Capitale, dove comunque dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Ieri sera Casaleggio ha lasciato Bruxelles, dopo una giornata sulle montagne russe. Giornata destinata a lasciare il segno.
Non tutti tra i 17 europarlamentari M5S hanno preso parte all’assemblea di questa mattina, dove non c’è stato alcun voto sul ritorno con l’Ukip anche se la maggioranza sembrava comunque voler convergere sui britannici di Farage per rimettere insieme i cocci ed evitare di perdere fondi e peso nell’Europarlamento. Fatto sta che alcuni, tra i parlamentari europei, starebbero valutando l’ipotesi di lasciare il M5S, delusi dalla ‘giravolta’ tentata dai vertici.
Ma c’è un ma di non poco conto. Per i membri del gruppo europeo è infatti prevista una penale di 250mila euro, una ‘multa’ che è stata studiata anche per contrastare i cambi di casacca e che sembra aver poi ispirato il documento firmato dai consiglieri capitolini per evitare tradiscano la linea del gruppo (a Roma la penale è fissata a 150mila euro). (segue)
Il codice di comportamento per gli europarlamentari grillini prevede, in particolare, che “ciascun candidato del MoVimento 5 Stelle al Parlamento europeo – si legge nel documento – prima delle votazioni per le liste elettorali, dovrà sottoscrivere formalmente l’impegno al rispetto del presente codice di comportamento, con assunzione di specifico impegno a dimettersi da deputato sia in caso di condanna penale sia nell’ipotesi in cui venisse ritenuto gravemente inadempiente al rispetto del codice di comportamento e, in difetto, a versare l’importo di 250.000 euro al Comitato Promotore Elezioni Europee MoVimento 5 Stelle che lo devolverà ad ente benefico”.
In realtà, in molti tra gli stessi 5 Stelle sostengono che la penale prevista sia difficilmente applicabile e ascrivibile a mera propaganda politica. Sia la parte dedicata all’obbligo di dimissioni che quella sulla maxi sanzione appaiono infatti difficilmente applicabili, di certo in contrasto con l’assenza di vincolo di mandato prevista nel Parlamento Europeo così come dalla nostra Costituzione.
Ma è una battaglia cara ai grillini, che nel codice sottoscritto dagli europarlamentari hanno previsto anche l’ipotesi di ‘recall’, in sintesi la sostituzione dei parlamentari su richiesta della base. Misure che non sono previste per i parlamentari ‘di stanza’ a Roma, tra i quali non mancano comunque i malumori per quanto avvenuto in Europa. Da un lato ci sono i pragmatici, certi che comunque l’elettorato non risenta di quanto avvenuto a Bruxelles, dall’altro gli ortodossi, che lamentano una svendita dei valori del Movimento.