(AdnKronos) – Dall’ indagine emerge che la liberalizzazione del settore dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale è ormai realizzata. Il mercato si è ampliato con l’ingresso di operatori connotati da una struttura aziendale innovativa. Al contempo l’entrata dei nuovi attori ha indotto i principali incumbent ad innovare il loro modello di business.
L’Art indica nel suo parere l’esigenza di una lettura evolutiva del provvedimento i cui criteri distintivi del servizio di trasporto mediante autobus di interesse nazionale, come “l’attraversamento di almeno tre regioni”, non appaiono più funzionali alle dinamiche di un mercato in rapida espansione, nel quale sono presenti una pluralità di soluzioni di offerta e una domanda sempre più differenziata. In questo contesto, mantenere la previsione, contenuta nello schema di dm, di condizionare il rilascio dell’autorizzazione all’offerta di un “servizio di linea che non riguardi unicamente i servizi più redditizi fra quelli esistenti”, costituisce un ostacolo all’accesso di nuovi operatori e non risulta più necessario rispetto all’attuale configurazione del mercato.
Nell’attuale quadro, l’ART ha anche rilevato il persistere di procedure burocratiche lunghe ed onerose. Criticità sono state inoltre rilevate in ordine alla localizzazione delle autostazioni ed alla loro proporzionalità e adeguatezza rispetto ai relativi bacini di utenza.