(AdnKronos) – (Adnkronos) – All’interno dell’azienda erano stati creati dei vani adibiti a dormitorio con pareti in legno, letti, armadi, ed addirittura un soppalco dove venivano ricavate altre camere ove all’interno si notavano suppellettili che segnalavano la presenza anche di bambini. Tra le 42 macchine da cucire sistemate su altrettante scrivanie da lavoro era riposta in terra varia frutta e verdura in cattivo stato di conservazione.
L’intero laboratorio veniva sottoposto a sequestro preventivo cosi come disposto dall’ Autorità giudiziaria veneziana.
Dei dodici lavoratori presenti al momento del controllo solo uno risultava in regola e gli altri 11 tutti lavoratori “in nero”, tutti e sette cittadini clandestini erano domiciliati appunto presso il laboratorio all’interno dei vari vani e sul conto dei quali venivano avviate le procedure per l’espulsione dal territorio italiano e denunciati in stato di libertà per violazione della legge sull’immigrazione.
La titolare della ditta è stata così denunciata in stato di libertà per impiego di manodopera clandestina, luoghi di lavoro non conformi ed omessa formazione dei dipendenti.