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Il registra Marco Filiberti ad Arezzo a presentare il suo ultimo film

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Il registra Marco Filiberti ad Arezzo a presentare il suo ultimo film

Arezzo – Mercoledì 10 novembre, in occasione del 4° appuntamento della rassegna “Gli Invisibili d’Autunno” che si svolge ad Arezzo al Cinema Eden, sarà presente il regista Marco Filiberti in occasione della presentazione del suo film, Il compleanno, realizzato nel 2009 e presentato con successo allo scorso Festival di Venezia nella sezione “Controcampo Italiano”. Il cineasta introdurrà il film prima della proiezione delle 21.15 e poi, alla fine, incontrerà il pubblico. La pellicola vede protagonisti due coppie di amici (Matteo e Francesca e Diego e Shary) che decidono di passare le vacanze insieme in una casa sulla spiaggia che hanno affittato per l’estate . Il loro equilibrio e la loro armonia vengono messi in discussione con l’arrivo di David, figlio di Shary. Tra i protagonisti ci sono Alessandro Gassman, Michela Cescon, l’affermata attrice portoghese Maria de Medeiros, Massimo Poggio e Piera Degli Esposti.
Marco Filiberti, nato a Milano, è un artista a 360°: cantante, attore teatrale (Sganarello nel Don Giovanni di Molière, Riff in West Side Story, Peachum in L’opera da tre soldi di Brecht, Pascha nel Dottor Zivago di Pasternak). Si è poi contraddistinto per le sue interpretazioni delle opere di Leonard Bernstein, Kurt Weill e George Gershwin tanto che è stato uno degli artisti più richiesti per celebrare il centenario della nascita di quest’ultimo. Dopo il corto Vespero a Tivoli (2001), che ottiene numerosi riconoscimenti tra cui il premio come miglior film alla 54° edizione del Festival del Cinema di Salerno, nel 2003 presenta a Berlino il suo primo lungometraggio, Poco più di un anno fa sulla figura di una celebre porno star gay degli anni ’90 che riceve, tra i molti riconoscimenti, quello della stampa estera, il Globo d’Oro Speciale. Il compleanno è il suo secondo film. Filiberti lo ha descritto così: “Due sono le cellule sulle quali ho costruito il progetto: la luce abbagliante della spiaggia di Sabaudia, percepita come figura di una 'bellezza' che stordisce ma non rivela, e un accostamento profondo con il mito scandaloso di Tristano e Isotta riletto da Wagner, espressione dell'ineluttabilità del 'destino' attraverso i percorsi del'inconscio. (…) Il 'colore' del film è quello del 'dramma', la sintassi è quella del 'mélo'. Quindi la definizione di 'melodramma' mi sembra davvero pertinente, anzi parlerei di 'mélo contemporaneo' perché, all'interno di una dialettica melodrammatica sentita e attuata scrupolosamente (il film lo sento come un omaggio a Douglas Sirk) ho proceduto tutto in sottrazione, verso l'abisso del silenzio e omertà che definisce il clima del film”