(AdnKronos) – E prosegue: “Occorre che il Paese si doti di una vera politica industriale sulla mobilità del futuro, incoraggiando la realizzazione di un ecosistema che esalti le qualità delle nostre imprese e accelerando l’innovazione a partire dagli investimenti”. L”Automotive Disruption Radar’ mostra il balzo della Cina e quanto velocemente si stia muovendo il gigante asiatico. E’ ormai è il più grande mercato mondiale sul lato automobilistico e allunga il suo distacco rispetto al secondo classificato: in soli sei mesi la Cina è passata da uno a cinque punti di distanza da Singapore sulla classifica generale.
Delle 700.000 vetture elettriche vendute a livello mondo, più della metà sono state piazzate sul mercato cinese. Il 65% degli intervistati cinesi pensa che la sua prossima macchina sarà elettrica. In Europa tale desiderio è espresso dal 30% del campione, sale al 40% per gli italiani. La Cina ha dimostrato grande interesse verso i veicoli self-driving e ha stilato linee guida standardizzate per la sperimentazione. Il quadro normativo è il più aperto e duttile rispetto a quello degli altri Paesi osservati e ha permesso ad alcune aziende di attivare trial sperimentali su veicoli autonomi nelle città di Pechino e Shanghai. Tra le altre nazioni sono il Regno Unito è riuscito a far approvare una specifica legge al riguardo.