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‘Dov’è la madonna del parto? mi pare in toscana ma non l’ho mai vista’

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‘Dov’è la madonna del parto? mi pare in toscana ma non l’ho mai vista’

Arezzo – Dov’è la Madonna del Parto? “Mi pare in Toscana. Non l’ho mai vista. Lo sa che volevamo portarla in trasferta nelle sale del Senato?”. Mario Resca, direttore generale della valorizzazione del patrimonio culturale italiano, ha risposto così al giornalista Vittorio Zincone che lo ha intervistato per il settimanale del Corriere della Sera ‘Sette’ in edicola da oggi (giovedì 13 gennaio).

Una risposta che non ha lasciato indifferenti le guide aretine, che hanno subito inviato al supermanager dei beni culturali l’invito scherzoso a visitare insieme a loro il museo di Monterchi dove è collocato il capolavoro pierfrancescano.

“Tutti sanno che la Gioconda si trova al Louvre di Parigi, ma molti fanno ancora fatica a collocare le opere di Piero della Francesca – dice la presidente del Centro Guide di Arezzo e provincia Adina Persano, firmataria del messaggio – se neppure Resca sa dove si trova l’opera di uno dei massimi artisti del Rinascimento, non si può liquidare la cosa come una sua mancanza culturale. La responsabilità è anche del nostro territorio, che forse non è ancora riuscito a valorizzare le proprie risorse in chiave promozionale e turistica, quindi economica”.

“Eppure – prosegue la Persano – fra tutte le opere che poteva menzionare, il giornalista di Sette ha citato proprio la Madonna del Parto. Segno che il capolavoro è fuor di dubbio, ma si trova in un luogo che non ha ancora un’immagine forte”.

“Ho personalmente invitato il dottor Resca a venire a Monterchi – dice la presidente delle guide – non so se e cosa risponderà, ma forse la sua visita potrebbe farci bene. Ha ragione da vendere quando dice che molti siti artistici italiani hanno standard molto bassi perché offrono pochi servizi. Anche i musei della nostra provincia, pur con qualche eccezione e tutta la buona volontà di chi li gestisce tra indubbie difficoltà economiche, sono poco attrattivi. Non sono coinvolgenti, spesso non hanno neppure un bookshop figurarsi altri servizi. Per non parlare della difficoltà per un turista di conciliare orari di visita e tariffe sempre diversi, una logistica poco razionale e via così. Manca ancora una rete integrata di servizi. Che fine ha fatto, per esempio, il biglietto unico per Piero della Francesca?“

“Mi auguro che si possa davvero arrivare ad una produzione di ricchezza basata sul nostro patrimonio artistico, come dice Resca. Il nostro futuro non può essere solo nelle fabbriche dell’oro o nel manifatturiero”.