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Acli: ‘Manovra economica? Robin Hood al contrario’

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Acli: ‘Manovra economica? Robin Hood al contrario’

Arezzo – Siamo davanti ad un Robin Hood al contrario, che tartassa i poveri e protegge i ricchi: così si potrebbe sintetizzare il contenuto della manovra economica del Governo, varata in tutta fretta venerdì 15 luglio.
Le ACLI della Provincia di Arezzo denunciano che i provvedimenti appena approvati danno un ulteriore colpo alle fasce deboli della popolazione già duramente aggredite dalla crisi economica.
Il conto salato lo pagheranno i soliti noti.
Si sono versati fiumi di inchiostro ed oceani di parole sul quoziente familiare, sulla riforma fiscale per abbassare le tasse, sulla crisi percepita, sull’uscita dalla crisi prima e meglio degli altri, per poi andare a premere ancora di più le classi medio – basse.
Invece di fare una patrimoniale per le grandi ricchezze si è preferito realizzare una patrimoniale a carico delle famiglie, dei lavoratori e dei pensionati.
Il Presidente Nazionale delle ACLI Andrea Olivero ha dichiarato che “si è avuto il coraggio di colpire pesantemente le famiglie e di ignorare ancora una volta la condizione di povertà assoluta in cui versano tre milioni di persone nel nostro Paese.” Le cose si complicano se si pensa che mentre un lavoratore dipendente con figli a carico deve subito sborsare alcune centinaia di euro in più, un onorevole ora non scucire nulla.
Insomma, le difficoltà ci sono ma per qualcuno la festa continua! Nella nostra provincia, l’impatto della manovra sarà molto duro e, come aclisti di Arezzo, lanciamo l’allarme.
Già oggi circa il 35% della famiglie aretine che si rivolgono ai servizi del Sistema ACLI (Patronato, FAP, CAF ACLI, Sportello Immigrati, Lega Consumatori) sta operando risparmi sull’acquisto di beni di prima necessità.
La stessa percentuale riguarda le famiglie che hanno deciso di ridurre le spese per acqua, elettricità, gas e trasporti. Ben il 40% delle famiglie ha tagliato le spese mediche o di cura della persone come visite odontoiatriche o visite di controllo.
Si tratta di rilevazioni empiriche ma che tratteggiano bene il quadro della situazione. Ed anche su questi temi il mondo politico aretino è in grave ritardo e pensa ad altro.
Invece di aprire una seria discussione il modello di gestione di alcuni enti, come ad esempio Nuove Acque, le cui bollette incidono pesantemente sui bilanci di molte famiglie ed il cui assetto è stato sconfessato dai referendum, si decide di piazzare questo o quel politico al vertice di aziende che gestiscono beni importanti per la collettività. Anche qui il problema non sta nelle persone, ma nel metodo di scelta che privilegia la fedeltà politica invece che valorizzare le tante energie presenti nella società civile.