“Distribuiremo volantini nelle piazze e presidieremo i principali luoghi della provincia – annuncia il Segretario della Cgil, Giorgio Cartocci. Il 10 maggio sarà la giornata nazionale contro la precarietà che la Cgil considera uno dei temi centrali non solo per la difesa del lavoro ma soprattutto per lo sviluppo del paese. Il nostro obiettivo è una riforma del lavoro che garantisca, in modo particolare, le nuove generazioni: la riduzione, quindi, della precarietà e l'estensione degli ammortizzatori sociali”.
Lo slogan delle iniziativa di giovedì? “Basta con le promesse e le bugie”. La Cgil accusa il governo “di aver strumentalizzato i giovani per ridurre ulteriormente i diritti di tutti: innalzando l'età pensionabile, riducendo gli ammortizzatori sociali, non cancellando neanche una delle 46 tipologie contrattuali, non avendo migliorato l'accesso al lavoro, tentando di facilitare i licenziamenti con la cancellazione dell'articolo 18”.
Al Governo e al Parlamento la CGIL chiede innanzitutto la cancellazione dei contratti truffa; che l'indennità di disoccupazione includa tutti i precari; un equo compenso, investimenti e innovazione per combattere la disoccupazione.
“Le forme di lavoro – si legge nel manifesto che lancia il 10 maggio – che nascondono vere e proprie truffe devono essere cancellati: in primo luogo l'associazione in partecipazione e il lavoro a chiamata. Deve essere introdotta una regolamentazione efficace per impedire l'abuso del lavoro autonomo anche attraverso un tetto di reddito al di sotto del quale non si possono attivare contratti a progetto e prestazioni a partita iva. Per quanto riguarda i voucher bisogna definire il loro valore orario e circoscriverne l'utilizzo, innanzitutto eliminando la norma che li prevede per l'intera attività stagionale agricola”.
Secondo la CGIL "tutti devono avere diritto ad un equo compenso che non può essere inferiore a quanto previsto nei contratti nazionali di lavoro per i dipendenti di pari professionalità. Tutti gli iscritti alla gestione separata dell'INPS, sia collaboratori a progetto che partite iva, devono aver diritto all'indennità di disoccupazione (ASPI e mini-ASPI) qualora perdano la porzione prevalente del loro reddito".
E si torna a parlare dell’articolo 18: “la norma sul diritto al reintegro in caso di licenziamento illegittimo deve essere difesa e migliorata, per impedire licenziamenti facili o licenziamenti discriminatori mascherati”.
Gli altri temi che la Cgil mette al centro delle iniziative del 10 maggio riguardano l’indennità di maternità e malattia più accessibili e consistenti, le tutele nell'accesso al lavoro con la fine degli “stage truffa”; il termine della precarietà anche nel pubblico impiego ed infine azioni che siano in grado di creare nuovo lavoro.