Roma, 24 mag. (Labitalia) – "Fatte 'na pizza ca pummarola 'n coppa e vedrai che il mondo ti sorridera'…" cantava Pino Daniele nel 1993, ma sempre meno la poesia sembra regnare la' dove si preparano margherite, capricciose, boscaiole e via condendo. E proprio allo scopo di qualificare l'arte del pizzaiolo, il senatore Pdl Pietro Iurlando, pugliese di origine, ma amante del prodotto napoletano per eccellenza, ha presentato un ddl per il riconoscimento della Pep, la Patente europea pizzaioli.
Il ddl segue le tracce di quello presentato nella scorsa legislatura da Rosario Giorgio Costa e ha ottenuto il repentino consenso di diversi colleghi di Iurlaro. Fra gli altri, Alessandra Mussolini, Domenico Scilipoti, Antonio Azzollini, Roberto Formigoni, Paola Pelino. Tutti convinti della necessità di prevedere un attestato professionale di competenza allo scopo di professionale di competenza, "allo scopo di qualificare la ristorazione italiana ed europea con specifico riferimento alla pizza". La Pep verrebbe rilasciata dal ministero dello Sviluppo di concerto con il ministero dell'istruzione, dopo la la certificazione da parte della associazione maestri d'arte ristoratori pizzaioli (Amar) delle competenze acquisite. Competenze igienico sanitarie e di somministrazione di alimenti, pratica di laboratorio, lingua straniera, per un totale di 150 ore. La patente avrebbe validità quinquennale e i titolari farebbero parte dell'albo professionale dei pizzaioli italiani, inseriti in una Banca dati e riuniti in un vero e proprio Ordine nazionale dei pizzaioli. Come ogni ddl che si rispetti, nemmeno questo sfugge alla previsione dei costi. E così l'ultimo articolo della proposta pervede che i 5 milioni di oneri annui derivanti dall'attuazione della legge, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente del ministero dell'Economia, utilizzando in parte l'accantonamento relativo al ministero dello Sviluppo economico.
Articlolo scritto da: Adnkronos