Un duello in punta di fioretto ha riscaldato la fresca notte di piazza Sant'Agostino ad Arezzo. La seconda serata del Passioni festival ha visto contrapposti il giornalista di La7 Corrado Formigli, incalzante nel ruolo di pungolatore, e Walter Veltroni, fondatore del Pd, che ha cercato di parare e partire al contrattacco. La passione per la politica è stata il cuore del venerdì della manifestazione promossa dal Coordinamento provinciale del Pd di Arezzo.
Sul palco allestito in una cornice suggestiva sono saliti i due protagonisti, assieme all' 'arbitro' dell'incontro, Marco Meacci, segretario provinciale del Pd di Arezzo, già curatore del volume “Partito democratico, le parole chiave”, che ha introdotto il faccia a faccia. Sorpresa dell'ultim'ora, ha assistito al “talk” anche il giornalista e scrittore Andrea Scanzi, mattatore della prima serata del festival con lo spettacolo “Gaber se fosse Gaber” in una gremita Borsa Merci. Scanzi è salito sul palco per salutare il pubblico, numeroso nonostante l'inconsueto freddo di questa stagione.
Poi parola a Corrado Formigli, che ha dato fuoco alle polveri. Partendo dalle note dolenti del Pd, perché – come ricordato da Veltroni nella sua ultima fatica “E se noi domani” – quella del febbraio scorso è stata la “più grave sconfitta della sinistra negli ultimi 50 anni”. Ecco il “via” per 80 minuti roventi, che hanno permesso di tratteggiare, dal punto di vista ormai esterno di Veltroni e attraverso il filtro critico del conduttore di Piazza Pulita, gli ultimi convulsi mesi dell'attualità politica nazionale e internazionale. Inevitabile passaggio sulla parabola di Berlusconi, con Formigli che non ha mancato di sottolineare come sia “l'attuale alleato del Pd nel Governo Letta”, pur essendo stato l'avversario principe del centrosinistra da 20 anni a questa parte. Accuse cui Veltroni ha risposto sostenendo che – al momento – non ci sono alternative a questo esecutivo: “Tornare alle elezioni con il Porcellum, per l'ennesima volta, sarebbe deleterio per il Paese”. E che inoltre il Pd dovrebbe prima costruire una sua nuova identità, perché l'elettorato cementato dall'antiberlusconismo “vale il 27%, non di più”. Quindi i passaggi su Grillo, che secondo Formigli “ha tolto molto potenziale al centrosinistra con la sua proposta” e su Renzi. C'è molta attesa sulle prossime mosse del sindaco fiorentino e Veltroni valuta così la situazione. “Vediamo – ha detto Veltroni -, esamineremo le sue proposte nero su bianco. Come si dice: dare moneta, vedere cammello”.
Calato l'ideale sipario sulla serata, i protagonisti – particolarmente disponibili – si sono intrattenuti con il pubblico per qualche scatto fotografico. Veltroni ha firmato gli autografi sulle copertine dei libri venduti presso il Feltrinelli point allestito in piazza.