Napoli, 9 lug. (Labitalia) – "L'obbligatorietà dell'assicurazione per i professionisti sarà un grande business per le compagnie di assicurazione. Le categorie professionali, invece, non hanno ricevuto criteri, massimali, informazioni sui dubbi e sulle questioni controverse che possano permetterci di tranquillizzare una platea di due milioni e mezzo di professionisti. Per questo chiediamo un rinvio". Lo ha detto il presidente del Cup Napoli, Maurizio De Tilla. "Alle casse di previdenza – ha aggiunto De Tilla – proporrò di organizzare una forma cooperativa di assicurazione per abbattere i costi. L'obbligatorietà rischia di gravare soprattutto sugli iscritti più giovani, già costretti a fare i conti con un reddito sempre più basso. Temiamo, inoltre, un forte contenzioso speculativo che vogliamo combattere"."Occorre – ha aggiunto Vincenzo Moretta, numero uno dei commercialisti napoletani – la limitazione della responsabilità per i professionisti, in base al compenso percepito, applicando un multiplo sul compenso e non, dunque, una responsabilità illimitata. C'è bisogno di un intervento legislativo che garantisca i terzi ma, nel contempo, anche i professionisti, soprattutto i più giovani che sono costretti a fare i conti con un nuovo costo. Insomma chiediamo un rinvio dell'obbligatorietà della polizza Rc per poterla rimodellare".Per Bruno Zuccarelli, presidente dell'Ordine dei medici di Napoli, "nel nostro settore le assicurazioni fanno cartello, rilanciano continuamente sui prezzi e costringono alcuni professionisti a pagare somme troppo alte per essere sostenute". "Il rinvio dell?assicurazione obbligatoria per i professionisti – ha ribadito Maurizio Sansone, presidente del Collegio dei periti industriali di Napoli – è necessario. I rischi sono differenti a seconda dell'attività svolta, Occorre rivedere le regole per non creare disuguaglianze". Per Biagio Scognamiglio, presidente Collegio periti agrari di Napoli, "la norma va prorogata di almeno un anno: i professionisti non sono pronti e in questo modo aumenta il contenzioso, nell'ambito delle professioni ci sono problematiche ben più importanti". "L'assicurazione obbligatoria da rischi professionali – ha sottolineato Umberto Dragonetti, delegato dei consulenti del lavoro – è parte fondamentale della riforma delle professioni ma deve partire con il piede giusto coniugando i costi con le tutele. Occorre un ampio ventaglio di proposte valutate tra cui l?iscritto possa scegliere in base alle sue esigenze, al suo volume di affari chiarendo anche l?adempimento da parte dell?iscritto che non abbia ancora clienti ed evitando che le imprese assicuratrici costituiscano, di fatto, un cartello provvedendo, anzi, a metterle in concorrenza. Queste le motivazioni di fondo che spingono a chiedere una breve proroga tecnica"."La maggior parte dei professionisti – ha chiarito Natalia Sanna, consigliere Ordine medici veterinari di Napoli – hanno già liberamente un'assicurazione rc: renderla obbligatoria metterebbe in difficoltà i nuovi iscritti. Del resto, i costi senza le opportune variazione potrebbero diventare elevati e, quindi, inaccessibili"."C'è una forte preoccupazione – ha rilevato Raffaele Felaco, presidente dell'Ordine dei psicologi Campania – perché il 40% dei nostri iscritti non ha un'occupazione o trova difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e questo potrebbe diventare un ulteriore orpello".