Quanto costerà il rientro a scuola

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Il diritto allo studio resta ancora un salasso per le famiglie, poiché la spesa salvo modesti interventi di aiuto da parte dello Stato, resta interamente a carico delle famiglie.
Complessivamente tra libri di testo, corredo e dizionari ecco in dettaglio la spesa che quest’anno dovranno sostenere le famiglie per l’istruzione obbligatoria dei propri figli.

Classi Libri di testo Corredo Dizionari (2) Spesa media stimata
I media 280 euro da 20 a 170 euro Da 30 a 170 euro 520 euro
II media 108 euro da 20 a 50 euro – 150 euro
III media 124 euro da 30 a 50 euro – 180 euro

Libri di testo: si intendono i tetti stabiliti dal Ministero (tuttavia lo scorso anno Adiconsum rilevò uno “sforamento” dal 3 al 7% in più). Invitiamo pertanto le famiglie a segnalare all’Adiconsum e al Ministero dell’Istruzione le scuole che non rispettano i tetti di spesa previsti.
Corredo: zaino, astuccio, diario, quaderni, ecc.. La spesa oscilla notevolmente da un kit convenzionato (Comune di Roma) di 19,90 ai 170 € di prodotti di marca.
Dizionari: la spesa oscilla in modo considerevole da 15-20 € ai 70-90 euro
Spesa media stimata: è di 520 euro per la I media; 150 per la II; 180 per la III.

BONUS LIBRI DI TESTO: Il contributo stanziato dal Governo è di 258 milioni di euro a favore delle famiglie disagiate. La domanda per il bonus deve essere presentata alla scuola. Il rischio è che poiché il riferimento è un reddito dichiarato ISEE di solito piuttosto basso il contributo vada non alle famiglie disagiate, ma a chi evade il fisco con dichiarazioni infedeli.

CONSIDERAZIONI. Ancora una volta l’impegno dello Stato sul diritto allo studio resta modesto. Inoltre troppo forti restano gli interessi delle lobby delle case editrici. Oggi sarebbe possibile consentire in alternativa al testo stampato, l’acquisto di un CD-rom. I costi sarebbero notevolmente più bassi per le famiglie senza compromettere il diritto allo studio. Al Ministero dell’Istruzione chiediamo di sperimentare dal prossimo anno i testi in CD-rom in alternativa a quelli stampati.

Articlolo scritto da: Stefano Pezzola