Israele-Hezbollah, scambio di prigionieri al confine

73

TEL AVIV – Il tanto atteso scambio di prigionieri tra Israele e Hezbollah è finalmente avvenuto. Questa mattina i corpi di Eldad Regev e Ehud Goldwasser, i due soldati israeliani rapiti nel 2006, sono stati consegnati in due bare nere sul lato libanese del confine alla Croce Rossa. A confermarne l'identità è stato l'esame del Dna. Qualche ora dopo, è iniziata la seconda fase dello scambio. A posto di confine Capo Naqura Israele ha liberato cinque detenuti libanesi, accolti oltre confine con grande euforia. "Sono felice di essere a casa", ha dichiarato Samir Kuntar, il più celebre del gruppo che appena sceso dall'auto della Croce Rossa è stato abbracciato dall'alto esponente Hezbollah Wafiq Safa. Kuntar era il prigioniero libanese da più tempo detenuto nello stato ebraico e la sua liberazione era uno degli scopi del raid in territorio israeliano con il quale furono rapiti i soldati Goldwasser e Regev.
I cinque sono quindi saliti a bordo di un elicottero presidenziale diretti all'aeroporto internazionale di Beirut dove sono stati accolti, con tutti gli onori, dal presidente libanese Michel Suleiman, dal premier Fouad Siniora e dal presidente del Parlamento Nabih Berri. Folla festante e fuochi d'artificio per i cinque prigionieri tornati in patria con i quali, ha sottolineato Suleiman, ''risolleviamo la testa. La nostra gioia sarà completata dalla restituzione al Libano delle fattorie di Sheeba''.
Al 'Partito di Dio' gli israeliani hanno consegnato anche le spoglie di 199 militanti libanesi e palestinesi. Grande invece la rabbia dei parenti dei due militari. "Molti anni di preoccupazione, sofferenza e grande dolore sono giunti oggi alla fine, quando, sfortunamente, abbiamo ricevuto i nostri figli come soldati caduti e non come figli in vita"- ha detto Shmulik Grably, portavoce delle famiglie, all'agenzia stampa tedesca Dpa- "siamo orgogliosi della società israeliana, che non ha avuto pace fino a quando i nostri ragazzi sono tornati a casa. Questi sono i valori con i quali siamo tutti cresciuti. Ringraziamo tutti per il sostegno ricevuto". Una volta effettuato il riconoscimento, le bare saranno consegnate ai familiari in privato, lontano dagli occhi del pubblico.