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Ivan Rinaldi: antiquario per passione

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Ivan Rinaldi: antiquario per passione

AREZZO – Non personaggi storici che l'hanno fondata o che hanno lasciato tracce inconfondibili del loro operato nella storia della Fiera ma, bensì, giovani che hanno scelto questo lavoro e che alle spalle hanno una loro storia da raccontare.

Fa quasi impressione, nel compassato mondo dell'antiquariato, incontrare un giovane che fa questa professione da tredici anni e che ha alle sue spalle solo 35 primavere.
"La prima volta che sono venuto ad esporre ad Arezzo avevo 22 anni – racconta Ivan Rinaldi, con la simpatica cadenza romagnola, frutto della provenienza dal comune di Fratte di Sassofeltrio, nella provincia di Pesaro Urbino, posto tra le più note Cattolica e San Marino -. Era il settembre 1995 e la mia prima volta è stata al Prato: mi sono quasi emozionato lo scorso anno a tornare in quello splendido giardino".

Antiquario per vocazione, di prima generazione come suggerisce lui stesso, dopo la scuola d'arte ed il diploma di maestro d'arte conseguito ad Urbino, ha iniziato a lavorare nel restauro pittorico per poi passare a quello del legno e, infine, quasi naturalmente all'antiquariato.
Grande viaggiatore, soprattutto in Francia e in Belgio ("dove ancora si trovano oggetti molto interessanti"), ha le idee molto chiare sul mondo dell'antiquariato e sul suo futuro.
"Oggi, ogni festa paesana – di qualsiasi genere – ha il suo mercatino dell'antiquariato. Ogni domenica si svolgono tante manifestazioni di questo tipo, moltissime senza alcuna importanza che, purtroppo, contribuiscono a creare confusione in questo settore che deve essere assolutamente regolamentato. Nella mia zona, nel Riminese, tanto per fare un esempio, ogni domenica – nell'arco di 30/40 chilometri – c'è un mercato dell'antiquariato che, ovviamente, porta via mercato a quello organizzato nel comune confinante e così via.
E' un mercato molto frastagliato che necessita di una normativa molto attenta e, forse perfino, ad hoc."

Chiara, decisa e implacabile la sua ricetta per far funzionare il mercato dell'antiquariato: "occorre salvaguardare gli operatori che hanno prodotti di qualità, chi non li ha non può stare su mercati importanti come la Fiera Antiquaria di Arezzo. Ben vengano i controlli di qualità che anche la Fiera di Arezzo ha cominciato a fare: il controllo di qualità garantisce gli operatori prima ancora che gli acquirenti. Occorre serietà in questo settore, che è così particolare e che sta pagando ancora lo scotto degli anni passati in cui molti – non sapendo che cosa fare – decidevano di fare l'antiquario, confondendo questo lavoro con la passione e, forse ancor più spesso, con il mero hobby delle cose antiche".

"Per avvicinare il pubblico all'antiquariato, e particolarmente il pubblico giovane – prosegue Rinaldi – esiste solo un modo: proporre cose autentiche e di valore".
La via, forse più faticosa, certo la più sicura per ritagliarsi il proprio ruolo in questo universo così particolare, quale quello del mondo degli antiquari: intanto, Ivan Rinaldi – coerente nella sua proposta commerciale tesa a coniugare qualità ed autenticità – in questa edizione di aprile della Fiera Antiquaria, nella sua postazione in piazza Grande, a ridosso delle Logge, propone pezzi di sicuro ed alto interesse: tra gli altri, una mezza pala raffigurante san Giorgio ed il drago (di scuola romana del '700), un baule/cassaforte francese del '500 e alcuni ramini del '600 e del '700 (nella foto, Ivan Rinaldi con la cassaforte cinquecentesca e vari dipinti).