Iran: nucleare, Riad vuole colmare gap tecnologico

Washington, 14 mag. (AdnKronos/Aki) – I primi effetti tangibili di un eventuale accordo definitivo tra l’Iran e i paesi del 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gb e Germania) si vedranno nel Golfo. Le monarchie sunnite, in particolare quella saudita, non resteranno immobili davanti all’intesa, ma rilanceranno il loro programma nucleare con l’obiettivo di raggiungere le capacità nucleari dell’Iran, ben consapevoli del gap tecnologico che le separa dalla Repubblica islamica.
Secondo il New York Times, che evidenzia le alte probabilità di una corsa al nucleare nel Golfo nelle ore in cui i rappresentanti dei governi della regione vengono ricevuti dal presidente Barack Obama, le monarchie sunnite puntano in particolare allo sviluppo di un programma di arricchimento dell’uranio agli stessi livelli garantiti a Teheran nella bozza di accordo.
A sostegno di questa tesi ci sono le dichiarazioni raccolte dal Nyt da un leader di un paese del Golfo che ha preferito non essere citato. “Non possiamo restare fermi mentre all’Iran viene permesso di mantenere molta della sua capacità (di arricchimento dell’uranio, ndr) e accumulare le sue ricerche”, ha dichiarato il leader che parlerà della questione direttamente con Obama.
Ancora più esplicito è stato l’ex capo dell’intelligence saudita, il principe Turki bin Faisal. “Quello che avranno gli iraniani, l’avremo anche noi”, ha affermato di recente durante una conferenza in Corea del Sud, riferendosi ai livelli di sviluppo del programma nucleare che le potenze mondiali concederanno a Teheran.
Per Obama, che tra i cardini della sua azione politica aveva inserito la lotta alla proliferazione nucleare, l’accordo con l’Iran – sottolinea il quotidiano statunitense – apre un dilemma. Da una parte, il presidente potrà affermare di aver rinviato di almeno 10 anni l”ora x’ in cui l’Iran sarà una minaccia nucleare credibile. Ma lasciando alla Repubblica islamica 5mila centrifughe, Obama di fatto sta riconoscendo il diritto dell’Iran a continuare l’arricchimento dell’uranio, una delle due vie per ottenere un’arma nucleare. Sarà impossibile, a quel punto, impedire ai paesi del Golfo di seguire la stessa strada.
Per Riad l’accordo sul nucleare con l’Iran è una sorta di tradimento di Washington nei confronti delle monarchie del Golfo. Obama “si è mosso alle spalle degli alleati tradizionali degli Usa per raggiungere l’accordo”, ha affermato Turki parlando all’Asan Institute for Policy Studies. “Sebbene termini e condizioni dell’accordo siano ancora ignoti – ha aggiunto – Si aprono le porte alla proliferazione nucleare, non le si chiudono, come era nelle intenzioni iniziali”.