Approvato il programma del sindaco

Raffaello Giorgetti (Fi). Si è detto assolutamente in disaccordo con alcune questioni preliminari, a cominciare dalla “giustificazione” sulla presenza della nota preliminare al documento di programma, poi ritirata. Quanto ai contenuti, ha dichiarato che “il programma è generico, buonista e contiene tutto ed il contrario di tutto”. Ha ribadito, in tema di sicurezza, l’esigenza del vigile di frazione: ad Arezzo c’è un vigile ogni 1.000 abitanti mentre a Firenze 1 ogni 400. Ha contestato l’esclusione del parcheggio di via Fra Guittone dal Piano triennale delle opere e la scarsa attenzione al Concorso Polifonico. Quanto infine al Piano strutturale ha chiesto che le osservazioni siano esaminate una per una.

Paolo Enrico Ammirati (An). Ha definito “aulico e molto alto” il tono di Fanfani “che evidenzia il distacco tra il Sindaco e la maggioranza che lo sostiene”. Il programma gli “sta stretto” a causa dei vincoli di maggioranza. Ha definito il programma “il libro dei sogni” già smentito dai fatti ed ha citato le questioni del rifacimento dello stadio, la gestione del personale, il rafforzamento della polizia municipale, la sicurezza in alcune località, la “distruzione” dei progetti di opere elaborati dalla precedente amministrazione. “La cultura amministrativa di questo Sindaco è diversa da quella della maggioranza e questo costringe l’Amministrazione a navigare a vista”. A proposito del Piano strutturale ha ribadito che le osservazioni vengano esaminate una ad una “affinché questo sia lo strumento di tutti e non di pochi”.

Francesco Francini (Udc). “Il programma di Fanfani manca di chiarezza ma ammiro il coraggio umano di ammettere di essere ‘scivolato’ su una fotocopia, quella della premessa, poi ritirata, al programma. “Ma Prc ha dichiarato che quella premessa fa parte integrante del programma”. Non c’è chiarezza su altri punti: democrazia partecipata, bilancio partecipativo, città solidale, gestione dei servizi pubblici. “Ci sono parole troppo generiche e poco chiare”. Il programma illustrato da Fanfani “non individua un’idea di città”.

Guglielmo Borri (Udc). Nei primi 100 giorni “la coesione di questa amministrazione ha dato segni di cedimento”. Ancora un riferimento alla “premessa” che è stata “difesa comunque da un partito della maggioranza”. La “partecipazione” sembra costituire il filo conduttore di questa maggioranza “ma non è chiaro cosa essa sia e spero che non si tratti di assemblearismo”. Il programma contiene “proposte demolitrici proprie della sinistra radicale” e per il resto “non c’è altro che il proseguimento dei progetti della precedente amministrazione Lucherini”. Si tratta quindi di ripartire “da quello che di buono è stato fatto, liberandosi dalla stretta della sinistra radicale”.

Rossella Angiolini (Fi). Si è soffermata sulle politiche sociali: “le due pagine del programma su questo tema non sono state scritte da Fanfani ma solo da un superficiale e da uno che non conosce il problema”. Sono piene di “luoghi, comuni, frasi fatte tanti care alle sinistra”. Le politiche sociali hanno il compito di migliorare la qualità della vita di tutti e non solo di chi ha “strettamente bisogno”. Inoltre manca l’attenzione ai cittadini stranieri, cioè a coloro che sono “svantaggiati per lingua e costumi”. L’attuale amministrazione “si appropria costantemente di servizi creati dalla precedente giunta ed occorre quindi l’onestà intellettuale di dire la verità. Di nuovo non è stato fatto nulla”.

Giuseppe Matteucci (Fi) ha sottolineato come il programma del Sindaco sia in realtà un documento dettato dai partiti di maggioranza e poco ci sia della sua cultura. La città ha bisogno non di una politica invasiva come sembra emergere dall’uso inflazionato del termine “partecipazione” che sa molto di assemblearismo vecchio stampo o, per usare termini più attuali, “girotondismo”. Un punto contraddittorio è quello sulla ripubblicizzazione dei servizi, poco chiara nel documento e di difficile attuazione vista la necessità di reperire ingenti risorse. Sulle politiche sociali, il rischio è di dirigismo “veltroniano” che mortifica le realtà associative mentre le buone intenzioni di cui il programma è ricco, dovranno anche essere attuate e su questo punto emergerà la scarsa consistenza di questa maggioranza.

Luigi Lucherini (Fi). Ha dichiarato “enorme stima” per Fanfani “anche conoscendo cosa vuol dire sedere sulla poltrona di Sindaco”. La “premessa” al documento non è stata scritta certamente dal Sindaco. Si è poi rivolto al Presidente Caroti affermando che l’uscita dall’aula della mattina era dovuta “alla negazione del diritto di esprimere la dichiarazione di voto sulla variazione all’ordine del giorno”. Ha poi citato l’eredità ricevuta nel 1999: la “buca delle nane”, la fatiscenza del tribunale. “La città – ha detto – era degradata allora oppure lo è oggi?”. Ed ha elencato le opere realizzate o progettate nei suoi sette anni di governo cittadino. Si è poi ironicamente chiesto di quali “poteri occulti” possa essere stato egli vittima ieri o Fanfani oggi. Ha infine ricordato che “la Fortezza rischia oggi di crollare e che il Comune di Arezzo ha a disposizione, grazie al suo intervento precedente, 1.700.000 euro da parte di un istituto di credito”.

Alberto Merelli (An). La questione è oggi quella delle priorità. Il problema della “mancanza di realismo” del documento letto in mattinata evidenzia come lo stesso sia un elenco di promesse che per essere mantenute dovrebbe intervenire addirittura una “Provvidenza manzoniana”. Senza di questa, la città non potrà risollevarsi dai danni che il centro sinistra si appresta a fare.

Alessandro Ghinelli (An) ha trovato nelle dichiarazioni di legislatura un programma a metà. Riqualificare il centro storico è certamente importante ma l’analisi attenta della situazione economica attuale non consente di affidare Arezzo esclusivamente al turismo. Lo sviluppo industriale è fondamentale: in particolare settori di nicchia come la componentistica aerospaziale e di alta tecnologia in genere, già presenti, andrebbero sostenuti. Le infrastrutture sono state l’anello debole della relazione di Fanfani anche in virtù delle ambizioni e della posizione geografica di Arezzo, altamente strategica. La chiusura della tangenziale nord diventa in questa logica “essenziale”, così come il mantenimento della stazione in centro, ovviamente ammodernata. È auspicabile inoltre una società per la gestione dei parcheggi, obiettivo già della precedente amministrazione e che ciò che di buono in termini di opere pubbliche era stato previsto dalla Giunta “Lucherini” sia mantenuto.

Gianni Cantaloni (Fi) ha sottolineato come la condivisione dei problemi tra maggioranza e opposizione sia possibile solo quando c’è anche rispetto reciproco. I tentativi quindi di nascondere la bontà delle opere della precedente amministrazione sono “politicamente sciatti”. Non si inaugura la scuola “Margaritone” senza invitare Lucherini e Ghinelli. Mancano nel programma previsioni sulle politiche comunitarie e la manutenzione ordinaria costante e giornaliera che si accompagni alle “grandi opere”.