ACI: ‘Obiettivo 2010 un traguardo per la vita’

ROMA – Un milione di firme per esercitare una forte pressione su ONU e G8, affinché spingano Governi e Organismi Internazionali ad adottare misure urgenti ed efficaci contro il devastante fenomeno dell’incidentalità stradale, e un piano quadriennale di azioni e di interventi di comunicazione, a livello nazionale, mirati a rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo, fissato dall’Unione Europea, di ridurre del 50 per cento, entro il 2010, il numero di morti e feriti sulle strade del nostro Paese.

E’ una mobilitazione senza precedenti quella che vede impegnato l’Automobile Club d’Italia in favore della sicurezza stradale. In occasione della prima Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale – indetta dalle Nazioni Unite per la fine di aprile (23-29) – l’associazione degli automobilisti italiani, infatti, accetta la sfida e rilancia.
Per il 23 aprile ha chiesto a Sindaci e Presidenti di Province e Regioni di convocare i propri Consigli, con all’ordine del giorno il tema della sicurezza stradale e l’approvazione della petizione promossa da ACI e FIA, (Federazione Internazionale dell’Automobile).

In collegamento ideale con il successo dell’iniziativa “7 aprile, né morti, né feriti sulle strade” – messa in campo nel 2004, nell’ambito della Giornata Mondiale della Sicurezza Stradale – l’ACI presenta, oggi, la campagna: “Obiettivo 2010: un traguardo per la vita”.

L’impegno, questa volta, è doppio:
• raccogliere un milione di firme, per impegnare il Governo Italiano ad adottare misure urgenti ed efficaci contro il devastante fenomeno dell’incidentalità stradale e, allo stesso tempo, per esercitare una forte pressione su ONU e G8, affinché spingano Governi e Organismi Internazionali ad un maggiore impegno per la sicurezza stradale;
• dar vita ad un piano quadriennale di iniziative ed interventi di comunicazione mirati a far sì che il nostro Paese possa centrare l’obiettivo europeo del 2010.

Primo passo in questa direzione è la piena adesione e il massimo sostegno ACI alla campagna FIA “Strade Sicure”, che, forte del già ricordato milione di firme, chiederà:
• uno stanziamento di 300milioni di dollari in dieci anni per un Piano Globale di interventi per migliorare i livelli di sicurezza nei paesi in via di sviluppo;
• alla Banca Mondiale e ad altri principali enti erogatori internazionali di indirizzare alla sicurezza almeno il 10% degli stanziamenti per lo sviluppo delle infrastrutture stradali;
• un Summit Interministeriale Mondiale per concordare politiche di intervento ad alto livello.

“La sicurezza stradale – ha sottolineato il Presidente dell’ACI, Franco Lucchesi – è un’emergenza mondiale. Ogni anno, sulle strade del nostro pianeta, perdono la vita un milione e duecentomila persone e i feriti sono più di 50 milioni. Un bilancio inaccettabile, sia dal punto di vista morale, che economico. Non è più possibile stare a guardare e non è più possibile continuare a parlare di “fatalità”. Sappiamo tutti che non si tratta di fatalità e che, al contrario, la maggior parte degli incidenti possono essere evitati. Quindi dobbiamo intervenire. Subito. C’è bisogno di una politica globale e di forti investimenti in favore della sicurezza e della formazione delle persone o, nei prossimi anni, il problema subirà una crescita incontrollabile e raggiungerà costi sociali insostenibili”.

“L’ACI – ha concluso Lucchesi – intende dar vita ad una mobilitazione senza precedenti, impegnando tutte le energie e le risorse di cui dispone, attivando tutti i suoi soci, gli Automobile Club locali e provinciali e tutte le società collegate, per sensibilizzare e mobilitare Istituzioni, forze politiche, organizzazioni non governative, imprese, media, opinion maker e opinione pubblica, in una lotta senza quartiere all’incidentalità stradale.
Il fatto che, grazie a questa nuova iniziativa ONU, la sicurezza stradale sia diventata un obiettivo prioritario nell’agenda della politica internazionale ci conforta, ma siamo consapevoli che il cammino è appena cominciato e che la strada è lunga. C’è, dunque, bisogno del contributo deciso, serio e responsabile di tutti”.

INCIDENTI STRADALI. LA SITUAZIONE IN ITALIA
(Fonte ACI-Istat 2005)

Quanti? Troppi: obiettivo 2010 ancora lontano
In Italia, nel 2005 (ultimo dato disponibile) gli incidenti stradali sono stati 225.078, con una leggera flessione (-1,8%) rispetto all’anno precedente; i morti 5.426 (-4,7%), i feriti 313.754 (-2,7%).
Nonostante il sensibile miglioramento, il bilancio resta pesante: 617 incidenti nel "giorno medio", con 15 morti e 860 feriti.
Ancora lontano l’obiettivo fissato dall’Unione Europea che prevede la riduzione del 50% dei morti entro il 2010.
Per raggiungere questo risultato, infatti, l’Italia non dovrebbe superare i 3.100 morti annui, ciò equivale ad una riduzione ogni anno di circa il 9%.

Quando? Luglio mese mortale; domenica giorno nero
Luglio il mese in cui si muore di più (19 morti al giorno); domenica il giorno nero, con 1.014 decessi (19% del totale); tra le 14 e le 17 l’orario più a rischio, anche se di notte (tra la mezzanotte e le 6 del mattino) si registra il maggior numero dei decessi.

Dove? In città!
Il maggior numero di incidenti (151.349, il 67,2% del totale, con il 31,4% dei morti) si verifica sulle strade urbane. Sulle autostrade, invece, gli incidenti sono 14.006 (6,2%), con il 10,2% dei morti.

Come? Scontro frontale-laterale e tamponamento
Tra gli incidenti tra due o più veicoli, la tipologia più diffusa è lo scontro frontale-laterale: 106.292 casi, con 1.702 morti e 147.227 feriti. Segue il tamponamento: 42.435 sinistri, con 526 morti e 67.712 persone ferite.
Tra gli incidenti a veicoli isolati, il più frequente è la fuoriuscita o sbandamento del veicolo: 21.637 incidenti, con 1.061 morti e 27.191 feriti.

Perché? Segnaletica, guida distratta, velocità e distanza di sicurezza
Mancato rispetto della segnaletica (56.348 incidenti; 14,4% del totale), guida distratta o andamento indeciso (43.949; 11,2%), velocità non adeguata (35.539; 9,1%) e mancato rispetto della distanza di sicurezza (30.680; 7,9%) sono le cause principali.