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Cgil e Governo: bene le pensioni, ora tocca al mercato del lavoro

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Cgil e Governo: bene le pensioni, ora tocca al mercato del lavoro

AREZZO – “Finora non è stato facile il rapporto tra il Governo Prodi ed i pensionati. L’accordo sul percorso di rivalutazione delle pensioni, a partire da quelle più basse e privilegiando quelle fondate sui contributi effettivamente versati, rappresenta un buon punto di partenza”. Questa la valutazione del Comitato Direttivo dello Spi Cgil di Arezzo che si è riunito alla presenza del Segretario regionale, Alfio Savini e di quello della Camera del lavoro, Massimo Gambassini.
“Due terzi delle risorse e dei beneficiari sono titolari di pensioni da lavoro e soltanto un terzo riguarda prestazioni assistenziali. Già da ottobre di quest'anno arriveranno i primi aumenti – ricorda Adriana Sensi, segretaria provinciale Spi, che ha svolto la relazione introduttiva. I criteri di accesso ai benefici terranno conto del reddito complessivo individuale e non familiare, per sottolineare il carattere previdenziale del provvedimento e per aiutare le donne fortemente penalizzate dal criterio legato alla famiglia in base al quale sono stati impostati finora gli aumenti pensionistici”.
Il prossimo anno verrà monitorato l'andamento dei redditi da pensione e verificato che gli stanziamenti vengano totalmente spesi a questo scopo. “Vogliamo evitare quello che è successo con il Governo precedente – sottolinea Adriana Sensi. Dopo aver stanziato 4.100 miliardi di vecchie lire, a conti fatti non è riuscito a spenderli, dati i criteri restrittivi imposti dall'allora ministro Tremonti, destinando poi la somma restante ad altro scopo. Questa volta a salvaguardia del buon esito dell'operazione ci sarà il tavolo di concertazione che avrà carattere permanente e, dunque si riunirà ogni anno, a partire dal prossimo, alla vigilia della stesura del documento di programmazione economico finanziario”.
Il testo dell'accordo sarà parte integrante dell'intesa più generale sul mercato del lavoro, sugli ammortizzatori sociali e sul resto dei temi previdenziali, tra cui il superamento dello scalone (previsto dalla riforma Maroni) quando questa sarà raggiunta.
"Il dato politico prevalente è che per la prima volta è stato riconosciuto il ruolo contrattuale del sindacalismo confederale dei pensionati – commenta Alfio Savini, Segretario regionale Spi Cgil. Un risultato per nulla scontato. Nel dettaglio, gli aumenti, riguarderanno una platea complessiva di pensionati di 3 milioni e 400 mila e alcune tipologie di pensioni”.
La prima riguarda le maggiorazione sociali delle pensioni sociali, assegni sociali, invalidi civili, ciechi e sordomuti, con un'età pari o superiore a 70 anni, per assicurare loro un reddito individuale mensile complessivo pari a 580 euro dal 1 gennaio 2008 .
Alle pensioni previdenziali dal 2008 sarà riconosciuta una nuova somma aggiuntiva, purché abbiano un'età pari o superiore a 64 anni, titolari di pensioni previdenziali, a condizione che il soggetto non possieda redditi individuali complessivi pari o superiori a 1,5 volte il trattamento minimo. Peraltro, si tratta di un incremento netto perché non costituirà reddito ai fini fiscali e della corresponsione di prestazioni previdenziali ed assistenziali. Questa somma sarà erogata a partire dal luglio 2008, sottoforma di una sorta di quattordicesima.
"L'accordo sulle pensioni minime – commenta il Segretario della Camera del lavoro, Massimo Gambassini – è un passo in avanti per chiudere anche la partita ancora aperta sul mercato del lavoro, sul superamento dello scalone, previsto dalla riforma Maroni e sugli ammortizzatori sociali. Questo significa che un giudizio più complessivo potrà esser formulato soltanto dopo il raggiungimento dell'intesa più complessiva. Tuttavia, non può sfuggire il fatto che l'accordo sulla rivalutazione delle pensioni segna un primo passo per costruire un nuovo patto intergenerazionale, fondato sulla solidarietà e sul rispetto dei bisogni di ciascuno, per affermare che i giovani e gli anziani sono una risorsa del paese e un aiuto concreto per consolidare la ripresa economica”.