Rosy Bindi: indignata per il ‘Boy Love Day’

ROMA – Il Ministro delle Politiche per la Famiglia, Rosy Bindi, ha inviato una lettera ai ministri della Giustizia, Clemente Mastella, dell’Interno, Giuliano Amato e delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in merito alla notizia dell’organizzazione, per il 23 giugno prossimo, del cosiddetto “Boy love day” che coinvolgerà sedicenti associazioni che dialogano tramite la rete Internt con il dichiarato scopo di promuovere e diffondere la “cultura della pedofilia”.

Il Ministro Bindi è certa che i suoi colleghi ministri condividono con lei la “più profonda indignazione verso una iniziativa odiosa e pericolosa, che si pone in conflitto con tutti i valori di attenzione e rispetto dell’infanzia e dell’adolescenza che il nostro Paese sta difendendo attivamente, in ambito nazionale ed internazionale.”

In questo frangente il Ministro delle Politiche per la Famiglia ritiene che le Istituzioni abbiano il dovere di reagire con fermezza e severità per dimostrare l’assoluta inaccettabilità di tali obiettivi.
“Nel nostro Paese l’impegno contro l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori è senza dubbio intenso, anche in virtù dell’ottimo lavoro svolto dalla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni che ritengo rappresenti – continua il Ministro – una delle risorse più valide nella lotta alla pedopornografia. Attraverso gli strumenti informatici, le Autorità competenti sono infatti già in grado di effettuare un’azione di oscuramento di tutti i siti internet con sede in Italia.”

L’ on. Rosy Bindi ricorda inoltre che sarà presto operativo il Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia sulla rete Internet che, attraverso la stesura della ‘black list’, impedirà l’accesso, casuale e non, ai siti con contenuto pedo-pornografico collegati ai provider italiani.

A questo proposito il Ministro Bindi esprime apprezzamento per la tempestiva azione di contrasto concretizzata nel decreto del Ministro Gentiloni che ha obbligato i provider a dotarsi di nuovi sistemi di filtraggio nei confronti dei siti internet segnalati dal Centro del Ministero dell’Interno. Il Ministro Bindi si augura, inoltre, che l’azione di oscuramento di questi siti si svolga in maniera sempre più tempestiva ed efficace, in modo da agire con la medesima velocità con la quale i criminali si adoperano per aggirare le misure di repressione di tali reati.

Il Ministro Bindi individua a questo punto il nodo che resta ancora da sciogliere per rendere più efficace la lotta contro la pedofilia.

“Al momento – osserva infatti il Ministro – il mero contenuto ideologico non è sanzionabile, neanche come istigazione al reato, se quest’ultimo non viene effettivamente commesso. La libertà di pensiero rappresenta un valore fondante del nostro ordinamento. Ciò non impedisce che l’apologia di reato mantenga la sua validità in relazione ad alcune fattispecie particolarmente odiose, quali il razzismo. Ritengo che i reati contro i minori, soprattutto quelli di natura sessuale, rappresentino dei veri e propri attentati all’umanità.”

Il Ministro Bindi prosegue la sua lettera ai Ministri, facendo loro presente che “nel corso dei negoziati sulla nuova Convenzione del Consiglio d’Europa relativa agli abusi sessuali sui minori, la nostra delegazione si è impegnata con successo affinché fosse inserito nel testo l’impegno di tutti gli Stati firmatari a prendere adeguate misure per impedire la diffusione di materiali che promuovano la commissione di reati sessuali a danno di minori. Considero a questo punto opportuno accelerare un’azione che dovrà essere comunque intrapresa se vogliamo che la nostra legislazione sia allineata con le indicazioni del Consiglio d’Europa.”

Sul piano operativo il Ministro delle Politiche per la Famiglia propone, infine, ai ministri dell’Interno, della Giustizia e delle Comunicazioni di “predisporre in tempi brevissimi, un disposto normativo che individui gli strumenti idonei a perseguire penalmente le iniziative volte a promuovere l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori.”