Sentenza San Polo: ‘amarezza, rispetto e rabbia’

AREZZO – Amarezza, rispetto e rabbia: questi sono i sentimenti dopo la sentenza del Tribunale di La Spezia che ha assolto per non aver commesso il fatto Herbert Hantschk, l'87enne ex tenente dell'esercito della Germania nazista imputato nel processo per la strage di San Polo del 14 luglio 1944.

Amarezza perché dopo tanti anni non è stata accertata la colpevolezza dei responsabili di una strage così efferata. La notizia della sentenza si sovrappone alle immagini del recupero dei corpi dopo sterminio. 65 persone: bambini, uomini, donne, alcune delle quali perfino in avanzato stato di gravidanza. Per loro non ci fu alcun processo né alcuna lettura di sentenza: furono assassinati alla presenza degli ufficiali tedeschi. Queste persone hanno avuto giustizia solo dalla storia che ha stabilito da che parte stava la verità. L'amarezza è non solo la mia ma soprattutto delle famiglie delle vittime e dell'intera comunità aretina.

Rispetto perché sono convinto che i Giudici del Tribunale Militare di La Spezia hanno operato con coscienza e professionalità. La sentenza non dice, ovviamente, che il fatto non sussiste ma che questo imputato non ha commesso i reati di cui era stato accusato. Avremo comunque modo di leggere la sentenza e di commentarla nel pieno rispetto che le istituzione debbono, sempre e comunque, alla Magistratura.

Rabbia perché troppo tempo è passato prima che agli inquirenti fosse consentito istruire il processo. Da parlamentare sono stato relatore della legge sugli "armadi della vergogna" e sono quindi perfettamente consapevole che solo il troppo tempo perduto ha consentito che la giustizia non potesse arrivare in tempo. Le 65 vittime di San Polo non hanno avuto giustizia soprattutto per questo.

Comunque non ci rassegniamo. Decideremo le iniziative da prendere una volta che avremo a disposizione la sentenza.