Buttiglione: “L’Unione di Centro è l’alternativa dei valori”

La gente ha raccolto l’invito dell’Unione di Centro ed è accorsa numerosa alla cena conviviale organizzata “Da Domenico” alle Vertighe dagli amici della Valdichiana. All’appuntamento, in un salone gremito oltre ogni aspettativa (ben 310 gli amici a cena) e ricco di entusiasmo, erano presenti Rocco Buttiglione, presidente dell’UDC, Lorenzo Zirri, candidato alla Camera dei Deputati, il senatore Nedo Poli e Giuseppe del Carlo, candidato al Senato della Repubblica.
La serata è stato aperta dalla “padrona di casa”, Giuliana Bianchi Caleri, capogruppo dell’UDC nel consiglio comunale di Cortona, che ha sottolineato l’importanza della presenza di Rocco Buttiglione all’appuntamento: “Questa presenza ha 2 valenze importanti: dimostrare l’attenzione verso la periferia e dimostrare la vicinanza del vertice verso tutti per dare il proprio contributo di idee e esperienze in questa campagna elettorale dell’Unione di Centro in Provincia. Solo con questa collaborazione tra il vertice e la base si può creare una democrazia che si ramifica nella società e produce ottimi risultati. La nostra scelta di camminare soli”, conclude Caleri, “ha stimolato la nostra appartenenza e l’orgoglio politico: questo significa per i giovani scoprire cosa vuol dire essere protagonisti, per i meno giovani ritrovare l’impegno e i valori che hanno caratterizzato la nostra storia. I valori e le iniziative si rifanno ai valori della Chiesa, ma laicamente fanno riferimento ai valori dell’uomo: famiglia, vita, meritologia, futuro stabile…”.
Durante la cena si sono poi succeduti gli interventi dei vari ospiti, a partite dal senatore Nedo Poli, ora candidato per la Camera dei Deputati: “Il quadro politico che emergerà da queste elezioni non sarà diverso da quello dell’ultima crisi ed è per questo che l’UDC ha fatto questa scelta importante di correre da sola: una scelta che ricalca la sua attività e la sua storia perché nessuno di noi avrebbe voluto entrare in quell’Arca di Noè del Popolo della Libertà! Ci siamo attrezzati, abbiamo modificato la nostra posizione e siamo partiti forti della nostra storia: è questo che ci ha dato lo stimolo e la voglia di fare politica. Questa campagna elettorale è molto silenzioso ed è giocata da PdL e PD al rialzo: vincere per loro significa solo comandare, senza alcun interesse di chi verrà eletto e del territorio. In Toscana invece le nostre candidature sono partite proprio dal territorio: sono rappresentative e hanno le persone migliori. Ed è per questo che verso di noi c’è grande entusiasmo e attenzione, è per questo che in Toscana potremo raggiungere un risultato importante. Noi siamo il partito della gente, siamo vicini agli elettori e parliamo con loro, siamo un punto di riferimento e un raccordo tra elettorato e istituzioni: la nostra forza deriva dall’essere stati vicini a tutti, soprattutto a chi è più debole. Non abbiamo fatto un decalogo o un “libro dei sogni”, non vogliamo prendere in giro nessuno: per questo verso noi c’è fiducia. Ora andremo in Parlamento liberi e potremo fare ciò che i nostri valori ci suggeriscono: era più facile accettare l’offerta del “padrone”, ma ciò non ci ha interessato e siamo qui per combattere! L’Unione di Centro sarà forte e porterà avanti con forza e determinazione i punti chiave del programma: questo sarà garanzia per la democrazia e la governabilità del nostro Paese. Il nostro è un progetto politico di ricomposizione di quell’area moderata e cattolica che ha dato al Paese governi di democrazia e di libertà. E’ l’ora di cambiare e cercare sicurezze, per questo il voto all’Unione di Centro sarà un voto per rendere l’Italia più forte”.
L’intervento successivo è stato di Lorenzo Zirri, per cui, più che per gli altri, non sono mancati gli applausi e l’affetto di tutti i presenti: “Ci hanno messo fuori dal circuito dell’informazione, ma sopperiamo a questo parlando direttamente alla gente: da sempre siamo nel Partito Popolare Europeo, un partito di centro cristianamente ispirato, alternativo in Europa alla socialdemocrazia e in Italia al PD. Non è cambiato molto da 2 anni fa quando c’erano 2 coalizioni eterogenee attrezzate per vincere ma non per governare: ora le coalizioni si sono trasformate in partiti-coalizioni, in “supermarket” in cui possiamo trovare di tutto: qui c’è un ritardo culturale atavico. Stanno cercando ora quell’interclassismo che noi abbiamo scoperto 50 anni fa! Noi abbiamo al centro la vita, la persona, i suoi bisogni; Berlusconi dice invece che il PdL è anarchico sui problemi etici: ma allora come potranno fare leggi su qualcosa in cui manca il consenso? Veltroni come ha reagito? Ha scaricato la sinistra radicale: siccome si è accorto che la sinistra è minoritaria, è andato verso il centro, anche se mancano programmi compatibili, ed ecco allora che si unisce a Di Pietro! C’è chi dice che la seconda Repubblica non è ancora iniziata: io dico che è già finita. E’ finito questo bipolarismo muscolare o da stadio che ha portato l’Italia nel baratro della classifica. Hanno governato centro destra e centro sinistra e lo hanno fatto male (anche se è andata meglio con la destra: quello di Prodi è stato il peggior governo della Repubblica): non hanno trovato soluzioni e non hanno parlato di interesse generale, bene comune e problemi della gente. Noi allora proponiamo una novità, l’Unione di Centro, che non è solo UDC, ma è anche Rosa Bianca, è Adornato e i suoi circoli liberal, è Family Day con Pezzotta. I nostri principi e i nostri valori sono diversi. Non strumentalizzeranno la nostra proposta politica, l’unica proposta che può dare futuro al Paese”.
A concludere la serie degli interventi il presidente dell’UDC Rocco Buttiglione, che per prima cosa ha messo in luce l’obiettivo dell’UDC per la Toscana, “Lorenzo Zirri alla Camera e Del Carlo al Senato”, ribadendo l’importanza elettorale della nostra Regione e l’affidamento che l’UDC fa su ognuno di noi. Ha poi continuato il suo discorso: “La nostra posizione di coraggio e di verità sta avendo successo, la gente ci è vicina e ha simpatia per noi. Il partito c’è ed è più forte di prima. Noi corriamo da soli perché ci hanno spinti a questa scelta di coraggio: abbiamo dovuto scegliere tra le poltrone sicure e la dignità: noi abbiamo scelto la dignità. Berlusconi ci voleva come sudditi del suo impero e ci ha chiesto di sciogliere il nostro partito come ha fatto lui col suo. Ma mentre Forza Italia era un partito personalistico e ne poteva fare ciò che voleva, il nostro partito è diverso e ha un’idea diversa: l’UDC è della gente e Casini è dell’UDC, non viceversa. Noi ci siamo opposti a Berlusconi quando voleva fare i fatti suoi, quando agiva nel suo interesse e non in quello dell’Italia: l’abbiamo tenuto nella politica e nei binari dell’interesse generale e questo non gli è andato giù. Per questo noi abbiamo deciso seriamente di andare da soli verso il giudizio degli elettori, perché abbiamo fede profonda nei nostri valori e nel nostro simbolo. Lo scudo crociato è ricco di storia: è memoria della rinascita dell’Italia e dei grandi nomi della prima Repubblica, della vittoria sul comunismo e sul fascismo. Questo simbolo noi dell’UDC lo abbiamo raccolto dalla polvere quando tutti ci insultavano e sputavano, lo abbiamo difeso! E ora Pizza viene a rivendicarlo: non ha diritti e sta portando avanti questa truffa favorita dal potere. E’ una vergogna che avrà una fine: Pizza vuol vendere il simbolo a Berlusconi per darci fastidio, ma noi difenderemo la nostra storia e nessuno ci porterà via lo scudo crociato! Veltrusconi ha un’idea della politica fascista: le elezioni a loro servono solo per comandare, senza interessarsi dei candidati, dei territori, dei valori. Per noi invece la politica è arte di unire gli uomini, ascoltando tutti e realizzando l’uomo nel rispetto dell’altro. E’ ovvio che il nostro primo avversario è Veltroni: noi siamo alternativi alla sinistra e abbiamo un’idea diversa della persona e della vita. Tra noi e loro c’è un fossato. Anche Berlusconi è un’alternativa alla sinistra: ma la nostra è l’alternativa dei valori, la sua degli affari! Se Berlusconi vincerà le elezioni noi faremo l’opposizione: non venderemo i nostri voti per le poltrone dei ministri. Nel PD c’è tutto e i contrario di tutto: dai cattolici ai radicali, tutti uniti dalla figura di Veltroni. Nel PdL c’è tutto e i contrario di tutto: dalla Mussolini a Pera, tutti uniti dalla figura di Berlusconi che per loro è come la salvezza del mondo. Noi siamo diversi: noi siamo uniti su un programma e su alcuni valori chiave come la famiglia, la vita, il merito, la sicurezza e l’indipendenza energetica. Il popolo cristiano emerso col Family Day è la nostra speranza: quello è il nostro popolo. Noi vogliamo essere un partito che sia espressione di quel popolo! Se i giovani oggi vedono male il futuro, bisogna ridar loro fiducia, e può essere il movimento cristiano quello che cambierà l’Italia. Dopo le elezioni per questo dobbiamo continuare a costruire, per andare con l’UDC oltre l’UDC, perché questo popolo prenda in mano il destino del Paese e il suo bagaglio morale. Il 14 Aprile inizia una storia di speranza: ci vuol coraggio, fede e speranza, ma il risultato che attendiamo arriverà”.