In funzione la nuova tac al San Donato di Arezzo

AREZZO – Da lunedì è entrata in funzione la nuova tac dell'Ospedale di Arezzo. Un evento atteso, che una volta a regime, dovrebbe rispondere pienamente alle esigenze che ogni giorno deve affrontare il San Donato. Gli impianti sono stati collaudati e in questi giorni si procede abbinando l'aggiornamento del personale interno con l'esecuzione delle prime prestazioni, al momento riservate alle richieste interne. Il tutto con l'affiancamento di specialisti della ditta fornitrice dell'impianto e dei sofisticati software applicativi.
La nuova tac è della "G.E. Medical Sistem Italia". E' stata collocata al posto della ormai datata Tac-Picker, non più adeguata alle esigenze di oggi. La vecchia macchina aveva la capacità di lettura di uno slice, quella nuova, definita multistrato, arriva a 16 slice.
"Questa realizzazione – sottolinea il dr. Cesario Ciccotosto, direttore della radiologia del San Donato – fa parte del progetto regionale di aggiornamento triennale delle tecnologie pesanti, e sostituisce il vecchio Picker ormai utilizzato solo per le tac toraciche. Il nuovo impianto è caratterizzato dalla presenza di sofisticati software, fondamentali per dare supporto ai chirurghi impegnati nelle ricostruzioni vascolari ed endoscopiche. Questi esami tac sono preziosi per la pianificazione degli interventi e il posizionamento di protesi nell'aorta e nelle carotidi. Notevoli le capacità anche per gli esami richiesti in presenza di pazienti politraumatizzati".
Con l'attivazione di questo nuovo impianto, che sarà a pieno regime produttivo nell'arco di poche settimane, il San Donato, potrà contare su due tac di analoghe capacità, che potranno operare su percorsi differenziati. A queste si aggiunge la Pet-tac, destinata ad altre funzioni, ma in caso di necessità può essere operativa anche come tac tradizionale.
La collocazione dell'ultima tac, il cui costo fra noleggio e allestimento degli accessori correlati e risistemazione degli ambienti si aggira sul milione di euro, è stata anche l'occasione per sistemare l'intera area delle macchine radiologiche pesanti.
Adesso c'è una accogliente sala di attesa con dieci posti e sono stati creati due percorsi differenziati per i pazienti interni e per quelli esterni.
Con l'entrata a regime dell'intero sistema, terminerà anche il modello organizzativo che da quattro mesi vedeva dirottare sugli altri ospedali della provincia quei pazienti che non trovavano risposta al San Donato.