La Cardiologia di Arezzo certificata ISO 9001

AREZZO – Non solo quantità, ma sempre più qualità. Fra i tanti fronti in cui l'Azienda è impegnata per migliorare i servizi garantiti all'utenza, gli standards di qualità rappresentano un obiettivo indiscutibile. Ci sono già protocolli che stabiliscono una serie di parametri, ma l'Azienda Sanitaria ha imboccato decisamente la strada della certificazione realizzata da società specializzate anche a livello internazionale. Il primo traguardo è stato già raggiunto: la Cardiologia di Arezzo, prima unità operativa dell'Azienda e tra le prime in Toscana, ha conseguito proprio in questi giorni la certificazione di qualità ISO 9001. Dopo una lunga e scrupolosa visita ispettiva, la certificazione è stata rilasciata dall’ente internazionale Bureau Veritas, leader indiscusso nel contesto socio-sanitario, quale ulteriore “garante istituzionale” per il percorso di cure offerto al paziente. E dopo la Cardiologia, per l'autunno l'obiettivo è già nel mirino della unità operativa di Medicina Trasfuzionale.
La certificazione ISO 9001 consente di dimostrare, attraverso la dichiarazione di un ente indipendente ufficialmente riconosciuto, che la Divisione di Cardiologia risponde ai requisiti della norma di riferimento ed è in grado di assicurare costantemente per le proprie prestazioni e servizi, il livello di qualità dichiarato. La certificazione è pertanto una garanzia del costante impegno profuso dalla Cardiologia di Arezzo per il raggiungimento degli obiettivi di qualità e la ricerca della reciproca soddisfazione nei rapporti con gli utenti.
Non nasconde la sua soddisfazione per questo obiettivo Leonardo Bolognese, Direttore della Unità Operativa di Cardiologia di Arezzo: “Per noi l'Iso 9001 non è un attestato di cui fregiarsi – commenta – ma un riconoscimento alla nostra “ostinazione” nella volontà di accrescere una nuova cultura organizzativa fondata sulla qualità e capace di superare i rischi di autoreferenzialità dei professionisti nella valutazione dei risultati ottenuti nella gestione della salute dei cittadini. Molteplici sono i fattori che ci hanno fatto impegnare in questa nuova e vincente sfida: lo stimolo continuo del direttore generale Monica Calamai per aderire ad un’operazione che implicava una riorganizzazione strutturale della cardiologia e l’implementazione di nuovi modelli gestionali; il contributo fondamentale di tutto lo staff della Direzione Sanitaria, l’impegno concreto e quotidiano di tutto il personale medico ed infermieristico, ed infine, l’abnegazione e la dedizione del Gruppo Qualità istituto all’interno dell’Unità Operativa guidato da Giovanni Falsini e dal Coordinatore Infermieristico Roberto Rossi senza i quali il progetto non avrebbe potuto svilupparsi”.