Pechino 2008, tra Italia e Camerun vince la noia

TIANJIN – Italia e Camerun centrano l'obiettivo qualificazione senza stancarsi troppo: i camerunensi sciupano un rigore, gli azzurri non riescono ad approfittare della superiorità numerica e all'Olympic Centre Stradium di Tianjin a farne le spese è lo spettacolo.
Avvio buono per l'Italia, che al 7' si fa vedere con Giovinco, ma il suo sinistro dal limite è bloccato dal portiere Tignyemb. Sette minuti piu' tardi, al 14', il Camerun ha l'occasione per passare in vantaggio: un tiro in area di Bekamemga rimbalza sul braccio di Bocchetti. Per l'arbitro non ci sono dubbi: rigore per gli africani e ammonizione per l'azzurro. Sul dischetto si presenta Chedjou, ma Viviano è bravo a neutralizzare il suo tiro. Anche l'Italia chiede il rigore poco prima della mezz'ora: Giovinco aggancia la palla al limite dell'area, cerca di superare Tignyemb, che lo atterra senza troppi complimenti. L'arbitro però lascia proseguire.
Al 32' il Camerun resta in dieci per l'espulsione di Mandjeck, punito, forse in modo eccessivo, per un'entrata su Nocerino. L'Italia non approfitta della superiorità numerica: al 37' c'è tempo per l'azione imbastita da De Silvestri, con il suo cross dalla destra per Rossi, che sbaglia il tiro, la palla arriva ad Acquafresca, che calcia a lato. Si va al riposo sullo 0-0. Nella ripresa cambia poco: complici il caldo e l'umidità, calano i ritmi delle due squadre e dagli spalti inizia a piovere qualche fischio. Al 27' Cigarini interrompe la melina con un bel tiro centrale dal limite, ma la palla si blocca tra le braccia di Tignyemb. È l'unico sussulto di un secondo tempo dominato dalla noia e dalle proteste degli spettatori.